ROMA - "Gireremo tutto il mondo insieme a te...", insieme alla Lazio e insieme alle note di Lucio Battisti. Morire ma continuare a vivere sotto forma di melodia: qualcuno ci ha provato, lui ci è riuscito. Lo stadio in cui riecheggia nell'eternità il suo suono è, da sempre, l'Olimpico. Tutto…
ROMA - "Gireremo tutto il mondo insieme a te...", insieme alla Lazio e insieme alle note di Lucio Battisti. Morire ma continuare a vivere sotto forma di melodia: qualcuno ci ha provato, lui ci è riuscito. Lo stadio in cui riecheggia nell'eternità il suo suono è, da sempre, l'Olimpico. Tutto durante le partite della Lazio, il club di cui Lucio era tifoso nonostante la forte riservatezza. Sventola alta, per la prima squadra della capitale, la bandiera con il suo volto accompagnando le note de "I giardini di marzo" che è ormai immancabile sugli spalti a tinte celesti.
"Cieli immensi e immenso amore. Poi ancora amore, amor per te": per la Lazio e per la musica di Lucio che, nonostante l'assenza, continua a rapire le orecchie di giovani e meno giovani. Quando urlare "forza Lazio" si sovrappone al cantare "che anno è che giorno è" si viene pervasi da un senso d'orgoglio. Orgogliosi di aver avuto anche la storia della musica italiana tra i rappresentanti di una lazialità che non deve morire. Perchè se verba volant, "canzoni" manent. Nell'eternità.
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