Questione di Filip? Macché, il capocannoniere Djordjevic si scansi. Terzo attacco della Serie A con Roma e Juve, il segreto della Lazio sta sopratutto a centrocampo. Un’altra conferma al Bentegodi: dei 16 gol biancocelesti, addirittura 9 arrivano dalla mediana. A Verona secondo centro consecutivo in trasferta – dopo Firenze –…
Questione di Filip? Macché, il capocannoniere Djordjevic si scansi. Terzo attacco della Serie A con Roma e Juve, il segreto della Lazio sta sopratutto a centrocampo. Un’altra conferma al Bentegodi: dei 16 gol biancocelesti, addirittura 9 arrivano dalla mediana. A Verona secondo centro consecutivo in trasferta – dopo Firenze – per Lulic; col Torino era toccato a Biglia incrementare il bottino. Nel tabellino di queste prime nove giornate, due reti a testa anche per Candreva, Parolo e capitan Mauri. Non solo: in area, da palla da fermo, con le sgroppate laterali, la Lazio segna in ogni modo. Peccato non aver raddoppiato giovedì sera: «Perché le partite si possono vincere anche con un solo gol», giura Lulic. Serve un occhio in più in difesa, non bastano solo i disimpegni millimetrici (10 su 10) di de Vrij.
OSCAR IN REGIA - Un aiuto a ogni reparto. Attacco e ripiegamento, le due fasi sono perfette a centrocampo. Così si gioca. Inutile ingabbiarla, la manovra biancoceleste funziona: 697 palloni giocati, battuto a Verona il record dell’Olimpico con l’Udinese. Biglia cresce ancora, è un gigante: con 119 passaggi (l’83% a buon fine), leader assoluto al Bentegodi, ha superato pure se stesso. Spettacolare persino vederlo inseguire gli avversari: 12 palle recuperate, 7 tackle su 9 riusciti. E’ un cagnaccio, con un piede così dolce: merita un oscar in regia, un attestato in interdizione. La laurea a fine stagione. Trentaquattro tiri in porta (3,7 a gara), meglio di Tevez (arrivato a 31), Candreva è la mitragliatrice della Serie A. E anche il re degli assist: sesto passaggio decisivo a Verona, per il batticinque con Lulic. Che, a sua volta, ha già servito due cioccolatini solo nell’ottobrata. Un assist a testa anche per Biglia e Parolo, mettendoci dentro la Coppa Italia. L’ex Parma è l’insostituibile: 868 minuti in campo in campionato, sempre impiegato come Candreva (815′) e Lulic (720′). Pioli non avrebbe mai rinunciato neanche a Biglia: nonostante un mese di stop, 517 minuti a filmare la risalita al terzo posto. In compartecipazione, ma state sereni: 1 a 1 e palla al centrocampo.
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