E' bastata una stagione soltanto per entrare nel cuore dei tifosi Laziali. Antonio Filippini, in diretta su Radio IES 99.8, ripercorre le emozioni vissute con questa maglia. Dopo essere stato uno "dei nove acquisti in un giorno" è riuscito a conquistare il pubblico: "Non mi da nessun fastidio essere spesso…
E' bastata una stagione soltanto per entrare nel cuore dei tifosi Laziali. Antonio Filippini, in diretta su Radio IES 99.8, ripercorre le emozioni vissute con questa maglia. Dopo essere stato uno "dei nove acquisti in un giorno" è riuscito a conquistare il pubblico: "Non mi da nessun fastidio essere spesso ricordati come uno dei 'nove acquisti in un giorno', l'importante è aver avuto la possibilità di vestire la maglia di una grandissima squadra come la Lazio. Ho vissuto un anno fantastico pieno di emozioni indelebili. Poi Roma è una città meravigliosa se fossi rimasto alla Lazio avrei comprato casa e sarei rimasto a vivere in quella che considero la città più bella al mondo. Io e mio fratello abbiamo ricevuto molto di più di quello che abbiamo dato noi alla Lazio. I tifosi sono straordinari, ancora oggi ci riempiono di affetto in ogni occasione. Giocatori che lottano e danno tutto in campo riescono a farsi apprezzare sempre perchè il tifoso si identifica in chi cerca sempre di dare tutto per la maglia a prescindere dalle qualità tecniche. Poi quel derby vinto il 6 gennaio rimarrà un ricordo indelebile. Ho la cassetta a casa di quella partita e spesso me la rivedo. Noi avevamo 4 o 5 giocatori fuori ruolo. Giannichedda adattato come centrale difensivo, mio fratello faceva il terzino. La Roma credeva di batterci con tanti goal di scarto. Però Di Canio ci caricò come molle nella vigilia e noi scendemmo in campo con una determinazione fuori dal comune. A fine partite sembrava di aver vinto la Champions. Lo stadio esplodeva di gioia e lo spicchietto dei tifosi romanisti ammutoliti".
Antonio Filippini ha conosciuto il presidente Lotito appena arrivato nel palcoscenico calcistico: "Il presidente ci telefonò scherzando con la tipica ironia che caratterizza i romani. Ci disse che pensava che fossimo stranieri prima di capire che Filippini era solo il nostro cognome. Ma lui è cosi ama ridere e scherzare. Nessun presidente in una gestione decennale ha mai fatto solo cose positive, lo stesso Moratti prima di vincere il triplete ha vissuto molte stagioni deludenti. Nei suoi 10 anni di presidenza la Lazio ha sempre vissuto al vertice del calcio Italiano, viaggiando quasi sempre nella zona Europea. Quest'anno ci sono giocatori importantissimi e si potrebbe davvero aprire un nuovo ciclo. Poi è vero che quando ci sono tanti giocatori giovani si deve mettere anche in preventivo qualche errore fisiologico nel percorso di crescita. L'obiettivo della Lazio deve essere l'Europa League. La Champions mi sembra un discorso che si giocheranno Juventus, Roma, Inter e Napoli tranne una possibile sorpresa che ovviamente mi auguro possa essere la Lazio. I biancocelesti devono continuare sulla strada indicata da Pioli senza pensare troppo al risultato in questa fase. Il top player della Lazio è Antonio Candreva. Lui è il giocatore che può farti fare il salto di qualità, è il calciatore migliore che ha la Lazio. Ho giocato con lui a Livorno era giovanissimo ma era già evidente che avesse qualità straordinarie" (Radio IES)
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