ROMA (di Mi.Bor.) - Primo esame, serio, per la Lazio di Stefano Pioli. Confermato lo schieramento provato durante l'estate, fra Auronzo - Marienfeld - Formello. Con Gentiletti ancora fermo ai box al pronti-via si presenta Lorik Cana al fianco di De Vrij. 45 minunti di noia in cui, loro malgrado,…

ROMA (di Mi.Bor.) - Primo esame, serio, per la Lazio di Stefano Pioli. Confermato lo schieramento provato durante l'estate, fra Auronzo - Marienfeld - Formello. Con Gentiletti ancora fermo ai box al pronti-via si presenta Lorik Cana al fianco di De Vrij. 45 minunti di noia in cui, loro malgrado, sono proprio i due centrali a rendersi protagonisti di un doppio svarione in occasione dell'1-0 di Honda. In ritardo l'olandese su El Shaarawy, incapace anche di provare la scivolata. In ritardo l'albanese sulla diagonale. Di emozioni la partita ne riserverà ancora poche fino al duplice fischio del 46'. Candreva si erge dalla mediocrità che sembra avvolgere i capitolini almeno per quanto concerne lo step iniziale della sfida. In quest'ottica praticamente nulli K&K, Klose e Keita. Dopo un approccio più che discreto, Pioli decide di cambiare i due successivamente al 2-0 di Muntari. Errori, anzi orrori, fabbricati questa volta da tutta la retroguardia. Male Basta che molla l'autore del gol, male De Vrij e Cana. L'olandese non c'è proprio, nel giro di 17 minuti finisce per prendersi anche un giallo e, con un fallo su Menez, regala il rigore della terza marcatura rossonera (complice Tagliavento. Il fallo c'è ma in area di rigore è fiscale l'arbitro a concedere il penalty ndr).

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Un mix letale che lascia interdetti fra demeriti biancocelesti e meriti rossoneri. Djordjevic e Felipe Anderson provano a dare la scossa in ogni caso. Il serbo ci riesce pressando De Jong e costringendo il possente centrale all'autorete che potrebbe riaprire i giochi. I ragazzi di Pioli pressano e ci credono. Diego Lopez è strepitoso su Candreva dopo un sinistro al volo di Mauri che lambisce il palo. Le forze vengono meno ma il numero 87 regge fino alla fine conquistando un penalty tirato poi malamente e fallendo il 3-2 da due passi. Cala il sipario sulla sfida con una certezza in più e qualcuna in meno. Sicuramente la strada è tutta in salita per quanto concerne il lavoro. Ne serve tanto a livello mentale e a livello fisico. Poi c'è il capitolo 'nuovi'. De Vrij e Basta non superano la prova, ma è solo la prima. Gli schieramenti si aprono: rewind alla Lulic (anche il bosniaco all'esordio a Milano sembrò un giocatore inguardabile ndr) o 'sole' dietro l'angolo. Presto per giudicare, non per rimurginare.

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