ROMA - Un toc toc morale, svegliati Lazio. Tutti bussano a Lotito, Ledesma resta in silenzio. Candreva, Lulic e Onazi pretendono un adeguamento, lui firma in bianco. Ama la Lazio, vuole solo la Lazio. E pensare che non corre a chiedere il rinnovo: «Non abbiamo fretta – giura l’agente D’Ippolito…
ROMA - Un toc toc morale, svegliati Lazio. Tutti bussano a Lotito, Ledesma resta in silenzio. Candreva, Lulic e Onazi pretendono un adeguamento, lui firma in bianco. Ama la Lazio, vuole solo la Lazio. E pensare che non corre a chiedere il rinnovo: «Non abbiamo fretta – giura l’agente D’Ippolito – perché siamo sicuri che entro due mesi il presidente ci chiamerà». Cristian è in scadenza a giugno, è un leader, il vice-capitano, anima e corpo biancoceleste. Una garanzia a cui aggrapparsi sempre. I numeri non mentono: 301 presenze totali con la maglia biancoceleste in otto anni, nona stagione consecutiva con l’aquila al petto. Playmaker, allenatore in campo di Rossi e Reja, può già tornare al centro delle manovre di Pioli: nel 4-3-3 visto a San Siro mancava equilibrio a centrocampo, una sentinella della difesa. Ora Ledesma fa la guardia a Biglia, vuole rubare il posto al “ladro” argentino: il ballottaggio si ripresenta, Pioli può ripensarci. Come ogni anno, Cristian parte da dietro, poi effettua il sorpasso: «C’è la concorrenza con Biglia ma, nonostante cambino allenatori e calciatori, alla fine torna sempre titolare», conclude l’agente D’Ippolito. Una verità assoluta. (Il Messaggero)
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