AZZURRI - Ora tocca a Candreva!
PALERMO - Sei minuti di paura sono bastati a evocare antichi fantasmi che turbano da sempre la quiete azzurra e a inchiodare la Nazionale di Conte alle sue responsabilità. Alla fine l'Italia ha battuto l'Azerbaigian col minimo sindacale, ma il breve intervallo fra l'autorete di Chiellini e il secondo gol sempre del difensore bianconero, nel suo curioso one man show al Barbera, è servito a ridimensionare l'ottimo inizio settembrino degli azzurri, capaci di battere agevolmente Olanda, in amichevole, e Norvegia, a domicilio. In fondo, questa resta l'Italia che al Mondiale è stata sbattuta fuori (anche) dal Costarica, e che prima, nelle qualificazioni, aveva vinto soffrendo con Malta e Armenia: non si campa solo di blasone. "Certe partite dobbiamo chiuderle prima, dobbiamo essere più cinici", ammonisce Chiellini, il risolutore. Marchisio s'accoda: "Abbiamo rischiato di non raggiungere l'obiettivo, ma alla fine il risultato premia una partita sempre all'attacco. Bisogna chiuderle prima".
Antonio Conte preferisce illuminare la parte buona della notte di Palermo: la reazione degli azzurri dopo l'incredibile pareggio incassato a un quarto d'ora dalla fine. "Questa è una squadra che ha gli attributi, ha saputo rialzarsi e prendersi una vittoria meritata. Però dobbiamo diventare più cinici, più cattivi sotto porta. Quando mantieni in bilico queste partite, rischi la beffa: loro hanno segnato senza fare un tiro in porta". Proprio l'astinenza di Immobile e Zaza, capaci di annichilire olandesi e norvegesi e poi di restare imbottigliati fra le maglie azere, è il principale fattore di preoccupazione di quest'Italia che proprio nell'inaspettata verve della "coppia ignorante" (Immobile dixit) aveva svelato un punto di forza a settembre. Le rigide marcature a uomo consegnate da Berti Vogts, su Pirlo e Zaza in particolare, hanno incatenato la manovra dell'Italia: alla fine la differenza, nel bene e nel male, l'hanno fatta le palle inattive. "E' difficile giocare con gli avversari attaccati che ti marcano a uomo, devi sfruttare l'attimo in cui il difensore ti perde di vista. Noi non siamo riusciti a chiuderla e le partite così restano sempre in bilico", spiega Pirlo.
Lunedì sera contro Malta, allenata dall'ex laziale Pietro Ghedin, sarà ancora più dura: già nelle qualificazioni per il Mondiale l'Italia aveva sofferto, in casa (trovò il 2-0 solo a tempo scaduto con Peluso) e fuori (decisivo un rigore parato da Buffon). Il tondo ko dei maltesi ieri sera contro la Norvegia può alimentare solo speranze illusorie di vita facile.
In due giorni Conte dovrà restituire brillantezza all'Italia attraverso il turnover. I cambi più attesi sono sulle fasce (Darmian e De Sciglio hanno deluso, pronti Candreva e Pasqual), ma anche in mezzo (Verratti è recuperato, potrebbe avere una chance) e in avanti: con Zaza ingabbiato, la partita con gli azeri l'ha decisa l'ingresso provvidenziale di Giovinco, schierato in posizione più arretrata e capace di far saltare tutti gli schemi. Non è titolare nella Juve, potrebbe diventarlo in azzurro. (Repubblica.it)
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