ROMA - Quattordici mesi dopo la sua partenza dal Belgio, Lucas Biglia torna a parlare ai media locali. Lo fa ai microfoni di demorgen.be, dove non risparmia qualche frecciata al Ds dell'Anderlecht Herman Van Holsbeeck. "Ci sono persone ingrate nel calcio, lui è una di queste", l'esordio al veleno del…

ROMA - Quattordici mesi dopo la sua partenza dal Belgio, Lucas Biglia torna a parlare ai media locali. Lo fa ai microfoni di demorgen.be, dove non risparmia qualche frecciata al Ds dell'Anderlecht Herman Van Holsbeeck. "Ci sono persone ingrate nel calcio, lui è una di queste", l'esordio al veleno del centrocampista laziale. "Quando ho giocato in Belgio, ho ricevuto moltissime critiche. Non facevo assist, non segnavo: questo si diceva di me. Dopo la mia partenza, sono diventato improvvisamente indispensabile, incredibile no? Mi sono comportato sempre da professionista, per 7 anni. Agli allenamenti arrivavo un'ora prima e me ne andavo un'ora dopo. Non ho mai fatto cose che potessero screditare il club, non sono mai stato visto in una discoteca. E per questo l'Anderlecht mi ha mai ringraziato? (silenzio ndr). Mai. Nel calcio ci sono tante persone ingrate, Van Holsbeeck è una di queste. Io posso dormire sereno perchè ho fatto sempre quello che dovevo fare, anche quando mi mandavano medici, avvocati e poliziotti a casa per vedere se stavo davvero male. Loro, pensavano solo al mio prezzo di trasferimento".

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BOTTA CALDA - La risposta del Ds, arriva in pochi minuti: "La memoria di Biglia forse è breve. Noi lo abbiamo sempre difeso, anche quando è stato fischiato".

LAZIO - Capitolo biancocelesti. Biglia rivela una trattativa di mercato risalente alla scorsa estate: "Il Real Madrid era realmente interessato a me, soprattutto dopo la partenza di Xabi Alonso. Dopo il Mondiale, e con la finestra di mercato sempre più vicina alla chiusura, la Lazio scelse di non farmi partire. Non se ne fece quindi nulla"

Cittaceleste.it

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