TORINO - Il progetto a media scadenza si basa su una data, scolpita nel calendario bianconero: 9 dicembre, quando la Juve ospiterà l’Atletico Madrid allo Stadium per l’ultimo atto del gironcino di Champions League. L’auspicio è che quella sera i campioni d’Italia conquistino (o magari, abbiano già conquistato aritmeticamente in…
TORINO - Il progetto a media scadenza si basa su una data, scolpita nel calendario bianconero: 9 dicembre, quando la Juve ospiterà l’Atletico Madrid allo Stadium per l’ultimo atto del gironcino di Champions League. L’auspicio è che quella sera i campioni d’Italia conquistino (o magari, abbiano già conquistato aritmeticamente in anticipo) il passaggio agli ottavi, traguardo dietro il quale si cela l’apertura di un mini-ciclo di compravendite di indubbio interesse. Perché a gennaio, con tutti gli obiettivi ancora in ballo, la Juventus non cambierà pelle, però un restyling è in previsione. E nel vortice del mercato girano nomi di spessore.
BLAUGRANA NON A VITA - L’ultimo, spuntato nella vetrina delle possibili occasioni, è nato in Brasile, ha una “discreta” esperienza in campo internazionale, condita da trofei sollevati in abbondanza, e un nome che non lascia spazio a dubbi: Daniel Alves. A 31 anni il laterale destro, talmente disinvolto da potersi destreggiare pure da ala se necessario, sta vivendo la settima stagione con la maglia del Barcellona tatuata sul cuore. Il problema è che quel “marchio” è finto, o temporaneo se preferite: il contratto con i blaugrana scadrà fra meno di un anno e i catalani, se proprio volessero guadagnarci qualcosa, non potranno certo rifarsi dei 32 milioni più bonus (40 complessivi) spesi a suo tempo e destinati al Siviglia. Tuttosport
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