FORMELLO - Tra chi la abbandona e chi la ripudia c'è, invece, chi della Lazio non può proprio farne a meno. Bandiere biancocelesti non ce ne sono da tempo e la voglia dei tifosi di averne una nuova è troppo forte. E' forte quasi quanto quella che prova Danilo Cataldi…
FORMELLO - Tra chi la abbandona e chi la ripudia c'è, invece, chi della Lazio non può proprio farne a meno. Bandiere biancocelesti non ce ne sono da tempo e la voglia dei tifosi di averne una nuova è troppo forte. E' forte quasi quanto quella che prova Danilo Cataldi di diventare il futuro della prima squadra della capitale. Corre nel presente per guadagnare il futuro dopo aver lavorato con impegno in passato. La Lazio, lui, non la dimentica e continua a decantare le sue origini, tanto da sfidare l'afa di questo sabato pomeriggio che ci ripaga di tutti i giorni nuvolosi estivi.
L'afa la sfida per tornare sulle tribune del campo dedicato a Mirko Fersini dove va in scena la sua amata primavera che oggi, però, fa un po come direbbe Fabrizio De Andrè: "Non gli ripaga la cortesia". Sconfitti dopo quattro anni, ma sotto gli applausi di un Danilo Cataldi che più che giocatore sembra un tifoso. Chissà se qualche periodo fa, nei panni dei suoi colleghi aquilotti, si sarebbe aspettato l'interminabile fila di tifosi che vogliono una foto con lui. Nessun complimento e nessuna critica. Al tifoso che vede Danilo, il primo saluto che viene in mente, è un semplice "forza Lazio". Perchè lui sarà pur giovane ma ha qualcosa più degli altri. Lui ispira lazialità.
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