AGGIORNAMENTO ORE 12.10 - Oggi è una giornata importante per la famiglia di Chiara Insdioso. E' ufficialmente iniziato il Processo a carico del suo ex fidanzato che l'ha ridotta in fin di vita. Tanto affetto davanti al Tribunale di Roma, un mega striscione esposto dai suoi amici e da persone…

AGGIORNAMENTO ORE 12.10 - Oggi è una giornata importante per la famiglia di Chiara Insdioso. E' ufficialmente iniziato il Processo a carico del suo ex fidanzato che l'ha ridotta in fin di vita. Tanto affetto davanti al Tribunale di Roma, un mega striscione esposto dai suoi amici e da persone che da sempre sostengono Chiara e la sua famiglia: “IO STO CON CHIARA BASTA VIOLENZA SULLE DONNE” ed uno poco distante “14 OTTOBRE SIAMO TUTTE CHIARA INSIDIOSO”. La mamma ci ha detto: “Voglio che sia fatta giustizia”, non potevano mancare anche i suoi compagni di scuola che l'hanno sostenuta da sempre. Un vero e proprio movimento sociale che sta coinvolgendo tutti nel mondo dei Social e in tutto il Mondo, per non far calare il silenzio su una storia che coinvolge moltissime donne. Visibilmente provato papà Maurizio:“Le sensazioni sono di speranza, sarà il primo giorno che ci troveremo davanti l'aguzzino di mia figlia.Siamo fiduciosi e aspettiamo. Penso che queste persone hanno troppe possibilità di difendersi, hai la possibilità di scegliere il modo di difenderti. La cosa positiva di questa storia che non ci hanno mai lasciato soli. Chiara è ancora in coma, l'affetto vicino a lei, c'è di grande aiuto e ci sostiene in questi giorni di grande sofferenza e speranza. Voglio fare un appello a tutte le donne: una donna che viene picchiata deve andare via, non c'è possibilità che il suo compagno cambi. Ognuno ha una situazione a sé, ma un uomo che mena, può solo aumentare la sua violenza”. A fargli eco Isabella Rauti, presidente della Onlus Handsoffwomen, associazione da sempre a fianco delle donne vittime di violenze: “La nostra associazione internazionale si occupa di sostenere le famiglie e le donne vittime di violenza sessuale, fisica ed economica. Il caso di Chiara lo stiamo seguendo da febbraio, è un simbolo per l'opinione pubblica, bisogna prevedere un meccanismo di legge che impedisca una riduzione della pena e sconti per chi commette questo genere di reati”. Qualcosa però è stato fatto: “La legge 119 ha introdotto strumenti più efficaci, ci deve però essere un cambiamento culturale e sociale, bisogna cambiare la mentalità. Le leggi altrimenti non possono essere applicate nella giusta maniera. Cerchiamo di stare accanto alle vittime e fare progetti di educazione ai sentimenti, il rispetto delle identità e delle differenze anche di genere. La questione della violenza delle donne, è una responsabilità sociale. E' talmente diffusa e sotteranea che riguarda tutti, non ci può essere indifferenza. La legge anti.stalking è una legge molto importante, prima del 2009 non c'era una fattispecie di reato, le molestie reiterate non erano contemplate nel nostro sistema giuridico. I provvedimenti inaspriti con la legge 119 hanno permesso di colmare un vuoto giuridico. Ma non sono sufficenti da soli, c'è bisogno di un impegno educativo di ognuno di noi. Poi un appello:“Donne, trovate il coraggio di spezzare il silenzio, ci sono le associazioni che vi possono aiutare, c'è la possibilità di una presa in carico delle vittime, ci sono anche le Forze dell'Ordine. Se vedete qualche eispodio, anche che non vi coinvolge direttamente,denunciatelo, non voltate le spalle, questo è un appello che rivolgo a tutti”.

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ROMA - Inizierà oggi il processo nei confronti di Maurizio Falcioni. E' lui, l'uomo che lo scorso 3 febbraio ha picchiato - fino a mandarla in coma - la giovanissima Chiara Insidioso. Rinchiuso nel carcere di Velletri, con l'accusa di tentato omicidio, ha ammesso il suo atto criminale chiedendo al giudice di essere processato con il rito abbreviato, ossia di avere la possibilità (se sarà accolta la richiesta) di usufruire di uno sconto pari ad un terzo della pena.

GIUSTIZIA - “Merita l’ergastolo per quello che ha fatto. Sono più addolorato per Chiara e per la sua famiglia che per lui”, le parole del padre dell'uomo rilasciate al Messaggero. “Certo, ho vissuto in prima persona, insieme a mia moglie, gli effetti devastanti che la droga ha provocato su mio figlio, fino a cambiarlo. Ma quello che ha fatto non ha giustificazioni e la cosa ancora più grave che non ha mai mostrato alcun pentimento”.


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