«Purtroppo ci furono persone rimaste incastrate tra i terrazzini - ha detto aggravando il tono della voce e abbassando lo sguardo - Sono momenti indimenticati». «In quel momento tra morire, tuffarsi, cadere, sono andato sulla scialuppa», ha detto Schettino. "PRONTO A MIA QUOTA DI RESPONSABILITÀ" «Sono pronto ad avere la…

«Purtroppo ci furono persone rimaste incastrate tra i terrazzini - ha detto aggravando il tono della voce e abbassando lo sguardo - Sono momenti indimenticati». «In quel momento tra morire, tuffarsi, cadere, sono andato sulla scialuppa», ha detto Schettino.

18debfe59ef44b481dcf50461f6aa8c1.jpg

"PRONTO A MIA QUOTA DI RESPONSABILITÀ"
«Sono pronto ad avere la mia quota di responsabilità»: così Francesco Schettino in un passaggio del suo interrogatorio, stamani, quando ha parlato delle operazioni di ammaino ed evacuazione della nave. Tuttavia il «successo dell'operazione dipendeva anche dagli uomini nei posti-chiave», ha aggiunto. Schettino lo ha detto in conclusione di interrogatorio da parte dei suoi difensori. "SERVÌ CORAGGIO SOTTO NAVE CHE RIBALTAVA" «Servì avere coraggio a stare sotto la Costa Concordia che stava ribaltando», «tranne le scialuppe e l'equipaggio della Concordia, nel mare del Giglio non ho visto altre scialuppe, imbarcazioni che fossero venute sotto la nave che stava abbattendo». Lo ha ricordato Francesco Schettino nel suo interrogatorio al momento di parlare delle fasi dell'abbandono della nave mentre la Concordia si ribaltava davanti al porto del Giglio dove si era fermata. Schettino ha anche ricordato che «non essendoci nessuno, tutti erano andati via, chiamai la capitaneria di Porto S.Stefano per dire che la nave si era abbattuta, e che, se c'è gente in acqua, venite a perlustrare la zona tra terra e nave. È l'unica cosa che potevo fare in quel momento» considerando che «ovviamente la nave in quella posizione, coricata su un fianco, ci mette del tempo per affondare»(Leggo.it)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti