E’ una rincorsa lunga, deve portare al traguardo. Lucas Biglia a Firenze, è questa la sfida. Lucas Biglia in campo al “Franchi” dopo l’infortunio di Genova, è questa l’urgenza. Pioli ritroverà la squadra oggi pomeriggio a Formello, non potrà contare sui nazionali. A Roma sono rimasti il Principito, Basta e…
E’ una rincorsa lunga, deve portare al traguardo. Lucas Biglia a Firenze, è questa la sfida. Lucas Biglia in campo al “Franchi” dopo l’infortunio di Genova, è questa l’urgenza. Pioli ritroverà la squadra oggi pomeriggio a Formello, non potrà contare sui nazionali. A Roma sono rimasti il Principito, Basta e Cataldi, sono reduci da problemi fisici.
L’equilibrio. C’è bisogno di Biglia, non è il salvatore, ma può essere un equilibratore. E l’equilibrio serve ad una Lazio un po’ troppo barcollante in fase difensiva. Pioli ha virato, ha scelto il 4-2-3-1, la presenza di Biglia potrebbe indurlo a tornare al 4-3-3, ma non è detto. Innanzitutto servono conferme, il rientro dell’argentino non è certo. A Genova riportò un trauma contusivo capsulare al primo dito del piede destro con infrazione ossea dell’osso sesamoide e della testa metatarsale. Il recupero lampo non è avvenuto, è stato fatto un tentativo, non è andato a buon fine. Il recupero, nei tempi programmati, è previsto per Fiorentina-Lazio del 19 ottobre, sarà il match della ripresa dopo la sosta. Biglia ci proverà in questi giorni, non ha potuto rispondere alla chiamata di Gerardo Martino, il nuovo cittì dell’Argentina. Si sta curando a Formello, nelle prossime ore potrebbe rivedersi in campo. Biglia sarà ricontrollato dallo staff medico, attende il via libera per allenarsi regolarmente. Nella giornata di ieri, nel centro sportivo, si sono rivisti i convalescenti, hanno voglia di accelerare. Pioli, da Palermo in poi, ha “tagliato” il regista puro, s’è affidato a Onazi e Parolo. Ledesma non ha convinto, Biglia è stato indisponibile, si sono create le condizioni per favorire il cambio tattico. Pioli, se lo staff medico gli riconsegnerà il giocatore, valuterà il suo stato di forma e deciderà di conseguenza. Biglia può piacere o meno nel ruolo di regista, ma è ben considerato dal tecnico biancoceleste. S’è perso equilibrio nelle ultime giornate, va recuperato. Biglia vale come ago della bilancia quando si esibisce nel cuore del centrocampo, lo è nel bene ed anche nel male. A Roma è stato apprezzato di più quando ha indossato i panni della mezzala, è stato criticato di più quando ha orchestrato da playmaker.
Ci sono momenti e momenti: è specializzato nei passaggi brevi, permettono alla squadra di dialogare, di manovrare. Ma ne risente la velocità d’azione, è una pecca evidente. C’è un dato di fatto: quando manca un regista i collegamenti tra i reparti sono meno fluidi. I risultati recenti parlano a favore di Pioli, ha puntato sulla formula storica, sul motto “squadra che vince non si cambia”. E’ pur vero che un centrocampo composto dal duo Onazi-Parolo non fa sognare. Pioli si troverà presto davanti al bivio: il rientro di Biglia (da confermare) lo alletterà e l’idea di confermare l’undici che ha vinto contro Palermo e Sassuolo sarà forte. L’abbondanza non lo spaventa, può rafforzarlo. Pioli ha accolto la seconda sosta stagionale come fosse una manna dal cielo, ha bisogno di ricompattare l’organico.
La qualità. Si può disquisire tatticamente, ognuno ha le sue idee e i suoi gusti. Una cosa è certa: una Lazio ambiziosa ha bisogno di uomini di qualità. Biglia ha studiato per imparare a cucire il gioco, sa battere i territori col pallone tra i piedi e sa smistarlo. Ma deve velocizzarsi ancora di più, deve forgiare il carattere. Lo diciamo da un anno, da quando è arrivato a Roma. Non può essere un leader nascosto, deve diventare un leader vero, finora non lo è stato. Petkovic decise di promuoverlo titolare subito, lo fece scalzando dal trono Ledesma, creando terremoti di ogni tipo nello spogliatoio. Biglia non partì bene, subì l’impatto col calcio italiano e i moduli-rebus del bosniaco lo destabilizzarono. Fu Reja a rigenerarlo da mezzala, Pioli l’ha sempre visto come regista. Ma il 4-2-3-1 può spingerlo a cambiare idea. (Corrieredellosport)
© RIPRODUZIONE RISERVATA