Cribari: "Ho studiato la storia della Lazio, ha grandissimi tifosi"
ROMA - L’ex difensore brasiliano Cribari che può vantare esperienze con Empoli, Udinese, Lazio, Napoli e Rangers Glasgow ha risposto ad alcune domande in esclusiva a CalcioWeb.
Hai trascorso ben 13 anni in Italia, come vedi il momento poco felice del calcio italiano soprattutto dopo l’eliminazione al primo turno dal Mondiale?
“Se devo fare un paragone dagli inizi del 2000 quando sono arrivato in serie A c’e tanta differenza sopratutto a livello di presenze di grandi campioni. Con meno campioni anche il livello del gioco si abbassa e così tutto l’ambiente ne risente, anche la nazionale,fermo restando che il calcio italiano continua ad essere molto rispettato all’estero per la sua grandissima storia e tradizione.”
La tua carriera italiana è cominciata ad Empoli che quest’anno è ritornato in massima serie, pensi che riuscirà a mantenere la categoria?
“Io me lo auguro dal profondo del cuore, conosco l’ambiente e sono molto legato alle persone che ci lavorano che sono le stesse di quando arrivai io nel lontano 1998. Come da sempre quando l’Empoli gioca in massima serie rischia di pagare per l’ inesperienza ma l’unione e la serenità dell’ ambiente potrebbe aiutare a raggiungere la salvezza.”
Sia ad Empoli che ad Udine hai giocato insieme a un certo Antonio Di Natale, gli anni passano ma lui continua a segnare e giocare ai massimi livelli, tu che lo conosci bene qual’è il motivo della sua eterna giovinezza?
“Lo metto tra i cinque più forti calciatori con cui ho avuto la fortuna di giocare. Oltre che fortissimo a livello tecnico è un ragazzo fantastico, riservato che cura la sua vita privata. Avendo fatto la scelta di restare ad Udine tanti anni lo aiuta ad allungare la sua carriera perchè cosi come Empoli anche in Friuli si può lavorare in serenità senza eccessiva pressione.”
Hai giocato anche nella Capitale, con la rosa attuale la Lazio è pronta al salto di qualità tanto proclamato da Lotito?
“Conosco la Lazio, i suoi tifosi e oltre che avere giocato ho studiato la sua storia. E’ una squadra che ha sicuramente ha un grande potenziale e spero che possa raggiungere gli obbiettivi per regalare tante soddisfazioni ai suoi grandissimi tifosi.”
Non solo Italia, hai intrapreso anche un esperienza in Scozia con i Rangers, squadra dal passato glorioso. Che differenza c’è soprattutto negli stadi tra l’ambiente italiano e quello britannico?
“I Rangers sono un mito, la squadra con piu titoli nazionali al mondo, una storia fantastica. Lì ho ritrovato la stessa passione vissuta a Napoli e sopratutto alla Lazio ma con una cultura diversa. 50 mila persone ad Ibrox ogni domenica a spingere la squadra e’ fantastico. Lo sport viene vissuto in maniera diversa, molto più serena, meno polemiche e più divertimento, sono stati 2 anni stupendi dove ho imparato molto.”
Per concludere, cosa vedi nel tuo futuro? Continuare a giocare o intraprendere un altro tipo di carriera?
“Ho rifiutato qualche offerta ultimamente e ho deciso dopo 16 anni di stare qualche mese con la mia famiglia in Brasile. Ho voglia di rientrare a Gennaio e giocare magari altri 2 anni a buoni livelli. Per il futuro sto studiando per lavorare con i giovani e fare l’osservatore per i club dove ho giocato e con cui sono rimasto in buoni rapporti.”
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