Cucchi, il procuratore generale: "Stefano pestato dopo l'udienza di convalida dell'arresto"
ROMA - Nuovi dettagli attorno alla vicenda di Stefano Cucchi. Fu 'pestato', ma l'aggressione avvenne dopo l'udienza di convalida del suo arresto per droga. È il colpo di scena emerso in aula dalle parole del Procuratore generale. Secondo l'accusa sostenuta in primo grado, Cucchi era stato picchiato nelle celle del Palazzo di Giustizia poco prima dell'udienza di convalida. Tutto ciò ha consentito al Pg di giungere a una richiesta di condanna anche per gli agenti della penitenziaria che ebbero in cura Cucchi, e che in primo grado erano stati assolti. «C'è la prova che Stefano non avesse segni di aggressione violenta prima di arrivare in udienza - ha detto il Pg - L'aggressione è avvenuta dopo l'udienza di convalida dell'arresto e prima della sua traduzione in carcere». Tant'è che «in udienza ha battibeccato, si è alzato più volte, ha scalciato un banco; certo non avrebbe potuto farlo e fosse stato fratturato». Per il rappresentante dell'accusa «la localizzazione delle lesioni sul corpo di Stefano non porta a credere che siano state causate da una caduta accidentale, bensì da una aggressione vera e propria. Stefano era di una magrezza eccezionale; il suo esile corpo ha scattato la fotografia di un'aggressione volontaria e intenzionale». La certezza espressa dal Pg Remus è che Stefano Cucchi «è stato aggredito dagli agenti della Polizia penitenziaria che lo avevano in custodia». INFERMIERE "IO ACCUSATO MA NON ERO NEMMENO IN SERVIZIO" «Speravo di non dovere più mettere piedi in un'aula di tribunale dopo la sentenza di primo grado che mi ha visto assolvere con formula piena ma oggi mi ritrovo qui a dovermi giustificare nuovamente per la morte di Stefano Cucchi. Sono passati 5 anni da quel giorno, 5 anni in cui mi è cambiata la vita, gli affetti, il lavoro e la salute». A parlare è Giuseppe Flauto, uno degli infermieri imputati per la morte di Stefano Cucchi e per i quali l'accusa ha chiesto un anno di reclusione per omicidio colposo. Flauto ha voluto rendere oggi dichiarazioni spontanee sul caso. «Il Pm - ha aggiunto - ha voluto prendere nel mucchio noi infermieri, accusandoci di non aver fatto determinate cose in determinati giorni. Io sia il 18 che il 19 ottobre nemmeno ero in servizio e sono proprio questi due giorni ad esserci contestati. Ci è stato detto di non aver fatto l'Ecg a Stefano. Ma come avrei potuto farlo se non c'ero? Come si fa ad imputarmelo? Dire che è stata una mia negligenza è assurdo. Il Pm ha voluto generalizzare accusando tutti gli infermieri. La verità è che abbiamo cercato di aiutare Stefano, altro che negligenza e imperizia». (Leggo.it)
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