Pubblicato ieri 16/9 Di Franco MelliSempre e solo Lotito nel bene e nel male: pare che il calcio italiano, dopo l'interminabile potere del nord, si identifichi soltanto in lui. Croce di tanti e delizi di pochi, tra cui non vi è dubbio il presidente federale Carlo Tavecchio. Tiene banco ancora…
Pubblicato ieri 16/9
Di Franco Melli
Sempre e solo Lotito nel bene e nel male: pare che il calcio italiano, dopo l'interminabile potere del nord, si identifichi soltanto in lui. Croce di tanti e delizi di pochi, tra cui non vi è dubbio il presidente federale Carlo Tavecchio. Tiene banco ancora in questi giorni l'acre polemica di Beppe Marotta, l'ad della Juventus con cui Lotito non vorrebbe trattare, in quanto, dice di essere deputato solo a rispondere ai pari grado, cioè in questo caso al presidente Andrea Agnelli. Certo, Lotito si allarga un po'. E' invasivo e invadente, incapace di resistere al presenzialismo più sfrenato; però, in questo caso, ci pare proprio che l'esternazione di Marotta sotto intenda tanto rosore per una situazione calcistica che almeno in senso politico si è ribaltata, dopo anni di potere a senso unico.
Caro Marotta, consenta allora anche a Lotito di tentare di fare qualcosa per questo calcio strampalato e tramortito, visto che, decenni di comando juventino o milanese l'hanno praticamente ridotto nella maniera che vediamo. Certo, se l'intelligenza luciferina di Lotito fosse messa totalmente a servizio della Lazio, in questo decennio "lotitiano", le cose sarebbero andate molto meglio. Ma lui ha deciso di farsi in 4 soprattutto per arrivare in alto a via Allegri. E allora, caro Marotta, lei deve proprio abbozzare.
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