«Voglio diventare grande alla Lazio». È un ragazzo ambizioso, De Vrij. Ha talmente chiari i suoi obiettivi, pensare che ha soli 22 anni. E parla già da leader, da veterano. Comincia a farlo anche in campo. Un diesel che si sta scaldando solo ora, l’olandese, il destino gli ha consegnato…
«Voglio diventare grande alla Lazio». È un ragazzo ambizioso, De Vrij. Ha talmente chiari i suoi obiettivi, pensare che ha soli 22 anni. E parla già da leader, da veterano.
Comincia a farlo anche in campo. Un diesel che si sta scaldando solo ora, l’olandese, il destino gli ha consegnato chiavi in mano la difesa biancoceleste. Forse era troppo presto per il difensore ex Feyenoord? Forse. Ma tra infortuni e squalifiche, Pioli non ha avuto molte alternative. E lui, perno al centro della retroguardia, non si è tirato indietro.
Timido e silenzioso, ha amato Roma sin dal primo sguardo. Quei tifosi laziali così calorosi e una città eterna da scoprire con l’inseparabile fidanzata. Giovanissimo, ma nella valigia la gavetta al Feyenoord e il titolo di miglior difensore al Mondiale. Con quel curriculum, molti si aspettavano un esordio più d’impatto in Italia. Ha tentennato all’inizio, giusto il tempo di ambientarsi al nuovo campionato, poi aveva trovato in Gentiletti l’altra metà della mela. Gli ha saputo trasmettere la giusta grinta e sicurezza, l’argentino, Stefan ne ha fatto tesoro. Gli serve davvero, ora che è solo senza Santiago.
Deve crescere più in fretta del previsto, garantire certezze all’intero reparto. Ha già capito come funziona la serie A: «Gli attaccanti sono come assassini – raccontava qualche giorno fa – cercano sempre di coglierti di sorpresa. Alla Lazio sto migliorando». E si vede, cresce partita dopo partita, con il Sassuolo è arrivata la consacrazione. Zaza ne sa qualcosa di quell’anticipo impeccabile: «Ho messo il mio corpo sulla traiettoria del pallone e sono riuscito ad intercettarlo. In passato non l’avrei fatto».
La Lazio per crescere e migliorare, ma nell’Olanda è già un pilastro. Impegnato nelle qualificazioni a Euro 2016 con gli orange, ha parlato da leader dopo la sofferta vittoria contro il Kazakistan: «Io ho pensato a tenere alto il ritmo e l’intensità». Stasera il secondo round, la sfida con l’Islanda, il ct Hiddink potrà ancora contare su di lui.
Poi passerà il testimone al collega Pioli, che riabbraccerà l’olandese per la ripresa del campionato. Ad attendere l’ex Feyenoord una bella prova di maturità, con la Fiorentina al Franchi. Avrà sempre in mano le chiavi della difesa, non sa chi troverà stavolta al suo fianco. Cana è squalificato, torna Radu dall’infortunio, Ciani prova a candidarsi. Sarebbe il terzo compagno diverso per De Vrij dall’inizio della stagione, ma per lui non fa troppa differenza: 535 minuti giocati tra campionato e Coppa Italia, sempre da titolare, ha saltato solo la partita con l’Udinese dopo il doppio giallo con il Genoa. Si sta facendo le ossa, si adatterà senza problemi al nuovo coinquilino di reparto, i numeri in campo gli stanno regalando fiducia. La media delle sue partite in biancoceleste parla dell’87,2% di passaggi riusciti e di cinquanta palloni toccati nei novanta minuti.
Domenica prossima come Atlante sulle spalle il mondo, lui la difesa della Lazio. (Il Tempo)
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