Città Celeste archivio2014 Di Vaio si racconta: "La Lazio è casa mia"
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Di Vaio si racconta: "La Lazio è casa mia"

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ROMA - Un sogno per partire, quello di ogni bambino: giocare per la propria squadra. Realizzato. Parole? Gol piuttosto. E anche qui realizzati: da incubo solo per marcatori e compagnia. In Italia, in Europa, ancora in Italia. Ora il Canada per il sipario, l’ultimo mese di carriera. Tradotto, Marco Di…

ROMA - Un sogno per partire, quello di ogni bambino: giocare per la propria squadra. Realizzato. Parole? Gol piuttosto. E anche qui realizzati: da incubo solo per marcatori e compagnia. In Italia, in Europa, ancora in Italia. Ora il Canada per il sipario, l’ultimo mese di carriera. Tradotto, Marco Di Vaio. Che da Montreal, in esclusiva per GianlucaDiMarzio.com, racconta le sue emozioni: “Sono in un frullatore, vivo stati d’animo multipli. Sono felice, triste, preoccupato. Felice perché torno a casa dalla mia famiglia (che vive a Bologna e solo per alcuni momenti si è trasferita a Montreal, ndc). Triste perché finisce il mio sogno di fare il calciatore. Preoccupato anche, perché senza dubbio inizia una nuova vita e non so cosa mi riserva il futuro. Sicuramente vorrei restare nel calcio”.

Dalla Lazio al Bologna passando per Salerno, Juve, Parma tra le altre. Lasciando il segno:“La Lazio è casa mia, la squadra con cui ho iniziato il sogno, la partenza. La Salernitana invece rappresenta le prime forti emozioni da protagonista in un ambiente incredibile e unico. La Juventus è stata invece la grande possibilità di potermi confrontare con tanti campioni in un club di livello assoluto. Il Parma? Il primo vero contatto con grandissimi giocatori. Soprattutto la scuola dove ho capito che, per essere determinante a certi livelli, dovevo crescere ancora molto. Per farlo avevo solo il lavoro come strada da seguire. Alla fine credo di esserci riuscito”.

E Bologna… “La mia rinascita. Ho assaporato ogni istante con questa maglia come mai avevo fatto prima. Sono tornato al top dopo un momento difficile: per questo dico che sono stati i 4 anni più belli, grazie anche all’amore di un’intera città”. Tanti successi ma una partita per sempre:“Il Bologna che vince a Torino in casa della Juve con una mia doppietta. E’ successo dopo 35 anni e la società viveva un periodo complicato (era Porcedda e fallimento vicinissimo, ndc). Ho i brividi ancora oggi. Meraviglioso”. Tante gioie ma anche un cono d’ombra: “Terminata la mia avventura con la Juventus sono andato a Valencia. Credevo di decollare ed invece è iniziato un momento difficilissimo. Ho perso fiducia in me stesso per due anni lunghissimi. Poi, per fortuna, Bologna”.

Con la bacchetta magica? “Mi piacerebbe tornare al mio esordio in A e ricominciare tutto”. Tanti campioni affrontati, alcuni compagni di squadra:“I top per me sono stati Cannavaro, Thuram, Maldini. Il grandissimo per me resta Ale Nesta. Con Sandro ho iniziato e con Sandro, qui in Canada, abbiamo terminato. Dalla A alla Z insieme, pazzesco”. Il suo dizionario pallonaro, da archivio ora. Ma in quello dei bomber, alla voce “D”, Di Vaio già c’è. E ci sarà per sempre.

(fonte:gianlucadimarzio.com)

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