ROMA - Il retroscena risale all’8 dicembre dello scorso anno. Nenad Tomovic in campo con la Fiorentina all’Olimpico per sfidare la Roma, Filip Djordjevic seduto in tribuna Monte Mario accanto al suo manager Alessandro Lucci per guardare la partita. «E’ il mio migliore amico» ha raccontato il difensore viola di…

ROMA - Il retroscena risale all’8 dicembre dello scorso anno. Nenad Tomovic in campo con la Fiorentina all’Olimpico per sfidare la Roma, Filip Djordjevic seduto in tribuna Monte Mario accanto al suo manager Alessandro Lucci per guardare la partita. «E’ il mio migliore amico» ha raccontato il difensore viola di rientro dalla notte turbolenta di Belgrado. Hanno condiviso tante avventure, non fanno soltanto parte della stessa nazionale. Tomovic e Djordjevic sono cresciuti nel settore giovanile della Stella Rossa. Classe ‘87, c’è solo un mese di differenza. L’esterno della Fiorentina è nato il 30 agosto. Il centravanti della Lazio ha festeggiato 27 anni il 28 settembre. Insieme hanno trascorso anche una stagione di prestito con l’Fk Rad Belgrado, club satellite della Stella Rossa. Djordjevic, appena ventenne, venne scoperto dal Nantes e si trasferì in Francia. L’anno dopo Tomovic fu acquistato dal Genoa. Hanno lo stesso agente e forse è proprio merito del difensore viola se Djordjevic ha scelto la Lazio.

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Blitz. Si ritorna così al retroscena che ha svelato questo legame di amicizia. Filip era in scadenza di contratto, non aveva intenzione di prolungare con il Nantes, e si stava guardando intorno, attratto soprattutto dall’idea di venire a giocare in Italia. Era stato proprio Tomovic in estate a consigliarlo a Lucci, che rimase abbagliato cominciando a seguirlo in Francia tra settembre e ottobre. L’8 dicembre Filip organizzò un blitz a Roma. Tre giorni di vacanza. Voleva conoscere la città, parlare a fondo con il suo agente, approfittare della coincidenza del suo amico Tomovic all’Olimpico con la Fiorentina per vedere anche una partita di serie A. Con la Lazio, all’epoca, non aveva ancora parlato. Sarebbe stato decisivo a gennaio un incontro segreto con il ds Tare a Parigi. Filip, in quel momento, voleva solo capire da che parte andare. E’ un ragazzo razionale, poteva scegliere tra tante possibilità, erano arrivate offerte da Inghilterra e Turchia, ma bisognava valutare crescita professionale e vita quotidiana. A Nantes, città molto tranquilla, era stato splendidamente per sei anni. Cercava un altro posto dove poter crescere come calciatore e vivere bene. Nenad gli aveva sempre parlato bene dell’Italia. Quella sera, allo stadio Olimpico, cominciò a capire che la serie A poteva essere nel suo destino.

Gol. Djordjevic e Tomovic oggi al Franchi si sfideranno per la prima volta nel campionato italiano ed è curioso che accada a meno di cinque giorni di distanza dalla notte infernale di Belgrado. Erano tutti e due in panchina, esclusi dal ct Advocaat dal blocco dei titolari, eppure coinvolti come gli altri tra paure, tensioni e chiarimenti provocati dall’interruzione di Serbia-Albania. I giocatori, alla fine, ne sono usciti meglio di tutti. Tomovic voleva stringere la mano a Cana, costretto a saltare la trasferta del Franchi perchè squalificato. Si accontenterà di scambiare la maglia con il suo amico Filip. Savic, un altro nazionale serbo, avrà il compito di marcare il centravanti della Lazio con l’aiuto di Gonzalo Rodriguez. Altra coincidenza. Nell’ultima giornata di campionato, hanno segnato tutti e due: Tomovic ha firmato il gol del 3-0 all’Inter, Djordjevic ha battezzato il Sassuolo con un bel colpo di testa. Primo centro allo stadio Olimpico, quarto in due partite dopo la tripletta di Palermo. E’ un attaccante che sa finalizzare e che spesso pensa molto di più a favorire la squadra con i suoi movimenti. A Roma, dove non si concede molto tempo, stavano già cominciando a criticarlo. Venti giorni fa lo hanno scoperto all’improvviso, ribaltando ogni giudizio. Meglio così. Oggi, all’ora della colazione, lo metterà sotto esame la difesa della Fiorentina, piena di suoi amici e mai perforata in casa. Djordjevic confida nei cross di Candreva e negli assist di Mauri per bucare il fortino. (Corriere dello Sport)

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