Città Celeste archivio2014 Emirati Arabi e Canada pensano a Mauri: Lotito dice no
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Emirati Arabi e Canada pensano a Mauri: Lotito dice no

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ROMA - Da quando è alla Lazio difficilmente a inizio stagione Mauri è stato inserito nella formazione titolare. Si sono avvicendati tanti tecnici e giocatori dal gennaio del 2006 (data in cui Lotito lo prese dall’Udinese), ma a fine stagione il capitano biancoceleste risulta sempre tra i giocatori con più…

ROMA - Da quando è alla Lazio difficilmente a inizio stagione Mauri è stato inserito nella formazione titolare. Si sono avvicendati tanti tecnici e giocatori dal gennaio del 2006 (data in cui Lotito lo prese dall’Udinese), ma a fine stagione il capitano biancoceleste risulta sempre tra i giocatori con più presenze. Nei momenti di difficoltà il numero sei della Lazio entra in campo. E spesso non esce più. È la “legge Mauri”, un ciclo che si ripete sistematicamente. È successo già all’esordio in campionato contro il Milan: Pioli lo lascia inizialmente in panchina, i rossoneri passano in vantaggio e il tecnico lo butta nella mischia. A San Siro arriva comunque la sconfitta, ma dopo il suo ingresso la Lazio inizia a giocare. A 34 anni, Mauri resta un calciatore unico e indispensabile nella rosa biancoceleste. Tatticamente ha un’intelligenza sopra la norma e nel 4-3-3 scelto da Pioli può agire indifferentemente in qualunque ruolo dal centrocampo in su. E pensare che a fine stagione scorsa — con il contratto ormai scaduto — la sua permanenza alla Lazio era tutt’altro che sicura. Canada ed Emirati si erano già fatti avanti, poi però Lotito lo ha bloccato almeno fino al giugno 2015. Ancora troppo importante il capitano che — un po’ come accade per Ledesma — deve conquistarsi ogni anno con fatica un ruolo di primo piano. E nonostante la concorrenza sia più folta e agguerrita del solito ci riuscirà anche in questa stagione, c’è da starne certi. (Repubblica)

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