Il lavoro non è stato semplice, soprattutto quello di abbinare l’intera fase difensiva dall’attacco quasi fino al portiere, di cominciare a fare seriamente e in maniera organizzata e precisa i raddoppi, le diagonali e il pressing. E in modo uniforme e sincronizzato. Tutto però è determinato dalla compattezza della squadra…
Il lavoro non è stato semplice, soprattutto quello di abbinare l’intera fase difensiva dall’attacco quasi fino al portiere, di cominciare a fare seriamente e in maniera organizzata e precisa i raddoppi, le diagonali e il pressing. E in modo uniforme e sincronizzato. Tutto però è determinato dalla compattezza della squadra e dalla concentrazione, altrimenti, se non si fanno le cose per bene, considerata l’idea offensiva di Pioli, si va incontro a figure pessime come quella di Cavanda a Verona o Konko a Genova. Oppure, se tutto fila liscio, si possono ammirare gare pregevoli e quasi vicine alla perfezione da parte di Braafheid, ad esempio. L’olandese, preso letteralmente in giro al suo arrivo, si sta rivelando l’acquisto più azzeccato del diesse Tare, quasi più di de Vrij, il centrale più forte del mondiale. I due formano anche un’ottima coppia sui disimpegni, ben cinque riusciti su cinque. Per non parlare del riscatto del dimenticato Ciani. La strada è ancora lunga, ma Gentiletti ora può recuperare senza bruciare le tappe. E a gennaio sono pronte altre inaspettate sorprese. (Il Messaggero)
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