GENOVA - «Per chi tifo domenica? Non c’è neppure da chiederlo, il Genoa è casa mia e resterà per sempre l’esperienza più importante della mia carriera di calciatore». Domenica c’è Genoa-Lazio al Ferraris, senza Giuseppe Sculli. L’attaccante calabrese, infatti, è fuori rosa nel club biancoceleste dopo essere rientrato dai sei…
GENOVA - «Per chi tifo domenica? Non c’è neppure da chiederlo, il Genoa è casa mia e resterà per sempre l’esperienza più importante della mia carriera di calciatore». Domenica c’è Genoa-Lazio al Ferraris, senza Giuseppe Sculli. L’attaccante calabrese, infatti, è fuori rosa nel club biancoceleste dopo essere rientrato dai sei mesi di prestito al Grifone. Si allena a parte in attesa che il suo contratto scada nel prossimo giugno. Nella Lazio ha giocato appena una trentina di partite, con il Genoa invece ha raggiunto quota 168, è la squadra in cui ha giocato di più, dalla serie B fino alla serie A e all’Europa League.
Come si sta senza giocare?
«Non bene, a chi non darebbe fastidio? Per il momento però è così. Ho avuto qualche offerta nei mesi scorsi ma si trattava di andare a guadagnare meno di quel che prendo adesso in base al contratto che ho con la Lazio. E a 33 anni non me la sono sentita di rinunciare a una parte dello stipendio. La Lazio, poi, non voleva contribuire. Nessun problema, mi alleno in attesa di tornare a giocare. E voglio continuare a farlo ancora per un po’ di anni».
Tre volte al Genoa, l’ultima l’anno scorso. Senza però essere confermato. Deluso?
«Nessuno mi ha più chiamato, quindi ho capito che non sarei rimasto. Sono state fatte scelte diverse. Nessun rancore, io del Genoa non posso che parlare bene. È casa mia, lo sarà per sempre. Io tifo per il Genoa. I tifosi mi vogliono bene e io ne voglio a loro».
E la Lazio? Cosa rappresenta per lei?
«Una piccola parentesi. Un club in cui mi sono trovato molto bene, mi hanno accontentato quando avevo chiesto di andare via. I problemi sono nati dopo il mio secondo ritorno al Genoa, non l’anno scorso. Ero arrivato in prestito, il presidente Preziosi doveva riscattarmi a fine anno, c’era già l’intesa con Lotito poi però ha cambiato idea. Sono tornato alla Lazio e sono rimasto fuori. Con il presidente ci siamo poi parlati, l’anno scorso sono tornato con entusiasmo. Il calcio è un gioco, non porto rancore».
Ha già visto qualche volta il Genoa quest’anno?
«Sì, contro il Napoli, alla prima giornata. Non ho visto invece quella contro la Fiorentina, ho dato solo un’occhiata agli highlights. Mi sembra che abbiano costruito una buona squadra. Pinilla e Matri sono due buoni attaccanti. E anche i rientri di Antonini e Fetfatzidis possono essere molto importanti. Non credo proprio che il Genoa avrà problemi di classifica».
E Gasperini? L’ha trovato cambiato rispetto a qualche anno fa?
«Direi che si è adeguato, è diventato più pratico. Le esperienze negative che ha avuto dopo la prima volta al Genoa hanno inciso».
Genoa-Lazio doveva essere anche la sua partita.
«No, io non c’entro più niente. La guarderò, tiferò per il Genoa ma non sarà certo la mia partita. Io devo solo aspettare che arrivi l’occasione giusta, continuando ad allenarmi come ho fatto finora. Perché quello che voglio è giocare ancora per un po’ di anni. Nel calcio c’è molta ipocrisia, io non sono un leccaculo e quindi può essere che stia fuori e non trovi squadra anche per questo». (ilsecoloxix.it)
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