Il mercato c’è, è visibile, applaudibile. La Lazio oggi merita un sette in pagella: sarebbe un otto se avesse cavalcato l’entusiasmo biancoceleste con un altro “colpo” centrale. Gentiletti non fa strappare i capelli ai tifosi, non è il “sogno” Vlaar per intenderci, ma magari sarà una rivelazione. Oggi però è…

Il mercato c’è, è visibile, applaudibile. La Lazio oggi merita un sette in pagella: sarebbe un otto se avesse cavalcato l’entusiasmo biancoceleste con un altro “colpo” centrale. Gentiletti non fa strappare i capelli ai tifosi, non è il “sogno” Vlaar per intenderci, ma magari sarà una rivelazione. Oggi però è giusto essere positivi, con in tasca almeno 4 certezze (de Vrij, Basta, Parolo e Djordjevic) e i “big” – Candreva su tutti – rimasti a Formello. Insomma, la contestazione feroce è servita, ha persuaso Lotito, se da qui al primo settembre – come sembra – non ci saranno brutte sorprese. E la consapevolezza d’avere finalmente una Lazio divertente da vedere sta pian piano smontando nell’aria pure l’onda della protesta. L’effetto non è ancora tangibile ai botteghini: appena 7mila abbonamenti, di questi 3mila Cuccioloni. Diversi laziali insomma, dopo 10 anni di shock e delusioni, manterranno sino all’ultimo la riserva.
LA MOSSA DEI TIFOSI
Solo trecento abbonamenti venduti in Nord, è il momento delle scelte. Anche la Curva deve prenderne una: «Noi siamo coerenti, anche col Bassano non eravamo presenti. Abbiamo dato il 2 settembre come data – spiega la Voce della Nord – e ci atteniamo a questa. Aspettiamo la fine del calciomercato per rendere note le nostre decisioni». C’è il rischio d’incartarsi. Perché sorgono spontanee tre domande: per adesso la Curva è soddisfatta? Se nessun pezzo pregiato venisse venduto, gli ultrà tornerebbero a fare l’abbonamento? E ancora, il quesito più difficile: “Libera la Lazio” e la diserzione allo stadio erano o non erano legate a fattori tecnici della rosa? Nelle domande censurate all’Olimpico contro il Milan e in diversi comunicati degli ultimi mesi della scorsa stagione c’erano diverse accuse all’attuale gestione societaria. Non solo quelle relative al mercato.
IL TRASLOCO IN TEVERE
Oggi gli acquisti sono stati fatti, i pezzi pregiati al momento trattenuti: si torna allo stadio, alla normalità? Pochi giorni e si saprà tutta la verità, ma bisogna fare in fretta. Perché molti “aficionados” della Nord hanno già traslocato in Tevere. Nell’indecisione, chi non voleva abbandonare l’Olimpico ha già cambiato il settore “popolare”: il 90% dei 7mila abbonamenti venduti riguarda la Tevere, l’unica strapiena contro il Bassano. (Il Messaggero)

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