Città Celeste archivio2014 Il "nuovo" Garibaldi ce l'ha fatta: conquistata l'Italia
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Il "nuovo" Garibaldi ce l'ha fatta: conquistata l'Italia

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di ALBERTO ABBATE ROMA – E' il nuovo Garibaldi, è proprio il primo in tutto. Forse non era mai successo nella storia d'Italia che un presidente di una società di calcio si presentasse a bordocampo con la giacca a vento ufficiale azzurra. Lotito è riuscito anche in questo, sotto lo…

di ALBERTO ABBATE

ROMA – E' il nuovo Garibaldi, è proprio il primo in tutto. Forse non era mai successo nella storia d'Italia che un presidente di una società di calcio si presentasse a bordocampo con la giacca a vento ufficiale azzurra. Lotito è riuscito anche in questo, sotto lo sguardo incredulo - e "infastidito", giura qualcuno dentro lo spogliatoio - persino dei giocatori della Nazionale. E pensare che il numero uno biancoceleste aveva annunciato il suo passo indietro, aveva rinunciato alla presidenza del club Italia e alla vice-presidenza della Figc, per non creare ulteriori tensioni. Ieri a Bari entrava a piè pari, con una scivolata da “consigliere federale”. Il paese del calcio è ancora sotto shock di fronte a tanta sfacciataggine: se tutti i consiglieri federali dovessero presentarsi in campo con gli azzurri, bisognerebbe aggiungere altre due panchine. Formalmente Lotito non ha trasgredito alcuna regola, ma – come al solito – ha ucciso il buon senso.

S'E' PRESO L'ITALIA - Fa e sfa quello che vuole. In fondo, è il principio con cui amministra la Lazio. Dunque, a Roma la foto-notizia del San Nicola non fa più di tanto scalpore. Ora però è l'Italia a rendersi conto di chi è Lotito, degno compare di Tavecchio, la sua ombra, la sua mente, la sua bocca. E adesso persino la sua “maschera azzurra” in campo e negli uffici della Figc. Non bastava una scrivania personale al quinto piano di via Allegri, adesso addirittura la sua mattonella nel rettangolo di gioco. Ha rinunciato alla vice-presidenza della Federazione, perché in realtà lui è il presidente: con Conte nella fase cruciale del contratto, alla vigilia del suo debutto da Ct. Tavecchio sfigura, passa quasi inosservato (tranne quando parla, magari su dettato) dietro Lotito. Questa non è apparenza, è “pericolosa” sostanza. Ha messo radici a Roma, a Salerno, a Bari. Altro che lavoro per la Lazio 24 ore su 24: avrà detto qualche parolina a chi ha designato ancora Tagliavento? Macché, la polis è il passato, da mesi è alla conquista di una Nazione. Lotito ormai ha quasi acciuffato l'Italia, nessuno lo ha fermato. Vale per mille nella sua spedizione iniziata dal centro. Tutti lo consideravano ancora una “macchietta”, eccola pure su questa povera patria nostra. Occhio, s'espande a macchia d'olio.

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