Keita show: sogna da bomber, vuole 15 gol in A
ROMA - A 19 anni ci sono ragazzi che si sfondano con la musica. Keita sfonda le porte con i suoi tiri ritmati. La prima doppietta è stata sua. La Lazio lo è pure e anche il futuro è suo. Ha iniziato a scatenarsi, a segnare, quando ha sentito aria di competizione. Due gol, sarebbero stati tre se non gli avessero annullato una rete contro il Bassano. Due gol, tante accelerazioni, ma può fare di più, gliel’ha detto anche Pioli papale papale: «Ha grandi qualità, può migliorare tanto, non basta fare bene quando si ha la palla tra i piedi, bisogna muoversi sempre, bisogna correre tanto». A 19 anni devi ascoltare i consigli, non puoi sentirti superiore. Keita è giovanissimo, è un pulcino di campione, ha tutto per consacrarsi a grandissimi livelli. E’ arrivato il suo momento, era solo questione di tempo, serviva pazienza. Quando sbarcò a Roma tutti s’accorsero del suo talento, tutti pronosticarono ciò che sta accadendo.
L’evoluzione. Keita è più goleador? Forse sì, s’aspettano le conferme del campo. Per tutta l’estate avevamo invocato le sue reti, tardavano ad arrivare insieme alle giocate illuminanti. Keita è fatto così, ha bisogno delle motivazioni per accendersi, ha bisogno del vero ring per sentirsi in competizione, le amichevoli non lo ispirano. Ha colpito in Coppa Italia, nella prima notte ufficiale. Nel primo tempo, tra luci e qualche ombra, ha sprintato, è stato il più pericoloso. E nel secondo tempo, quando è entrato suo compare Candreva (quante emozioni hanno diviso l’anno scorso…) ha mirato meglio il bersaglio. Un Keita più goleador è auspicabile, è possibile. L’anno scorso i suoi numeri furono strepitosi: 5 gol in 25 presenze, non a tempo pieno, all’esordio in serie A. Un’altra prodezza in Europa League e 9 assist totali. Quest’anno vuole arrivare a quota 15 reti in campionato. E i record? Li avete dimenticati? Keita s’è laureato diventandoHeronSansil goleador più veloce della Lazio, il secondo in assoluto di tutta l’Europa League (a Sofia andò in gol dopo 17 secondi e 8 decimi), l’attaccante laziale (straniero) più giovane ad aver segnato in A dal dopoguerra in poi (il secondo assoluto dopo Di Vaio).
Il ruolo. Il popolo biancoceleste, scottato dal caso Zarate, aveva bisogno di un nuovo idolo. Keita lo è diventato. Fanno tutti il tifo per lui, anche Brocchi, l’ex centrocampista laziale, oggi allenatore della Primavera del Milan: «Continua così, tifo per te», è il messaggio che Cristian ha scritto allo spagnolo-senegalese ieri mattina. Keita ha ringraziato.
Il Barcellona. «Il 4-3-3 di Pioli per me è il modulo perfetto. Mi riporta ai tempi del Barcellona», disse dopo il gol rifilato al Latina nell’ultimo test probante del precampionato. Nel Barcellona ti insegnano a giocare in modo spettacolare, ad attaccare per vincere. Keita è nato nel 4-3-3, si sente a suo agio. Nella notte di Latina fece una promessa: «Sono contento di aver segnato, ma ora spero di fare altri gol nelle partite che contano, a cominciare dalla prima di campionato contro il Milan».
A Milano ha prenotato una giornata da campione, la sua vena realizzativa (nuova di zecca) può permettergli ogni cosa. Keita quest’anno è un titolare, è un asso, ma non è certo più facile rispetto all’anno scorso. Lo conoscono, le marcature saranno più strette. Ma lui si farà trovare pronto, correrà di più. E’ per il suo bene. E’ per il bene della Lazio. S.Siro s’avvicina, Keita si prepara. A 19 anni solo pochi eletti hanno conquistato lo stadio dei grandi. (cds)
Cittaceleste.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA