FIRENZE - Una prova di forza: bella nel primo tempo, cinica nella ripresa, la Lazio passa a Firenze vincendo la terza partita consecutiva. Erano 21 mesi (Petkovic in panchina, gennaio 2012) che non si centrava un tris tanto più con due gare in trasferta. Un segnale importante contro una diretta…
FIRENZE - Una prova di forza: bella nel primo tempo, cinica nella ripresa, la Lazio passa a Firenze vincendo la terza partita consecutiva. Erano 21 mesi (Petkovic in panchina, gennaio 2012) che non si centrava un tris tanto più con due gare in trasferta. Un segnale importante contro una diretta concorrente, un blitz da incorniciare per aver saputo interpretare con razionalità tutte le fasi di una sfida molto spettacolare. Il quinto gol di Djordjevic ha certificato la supremazia biancoceleste nella prima fase, il sigillo di Lulic nel mega-recupero di otto minuti concesso dall’arbitro Peruzzo ha chiuso una ripresa sofferta e combattuta. C’è voluto un pizzico di fortuna sotto forma di palo di Aquilani e tiro di Alonso respinto da Babacar quasi sulla linea per passare al Franchi ma gli episodi favorevoli non devono sminuire i meriti della Lazio.
Pressing e difesa alta
Pioli può essere soddisfatto del primo tempo quando si è rivista la squadra di Marassi, Gioco spumeggiante, Fiorentina dominata nel possesso palla, la caratteristica migliore dei ragazzi di Montella. Biglia ha lavorato bene in mezzo, Candreva è stato come al solito letale oltre ad applicarsi molto per coprire Cavanda sulla spinta di Alonso, Parolo e Lulic sono riusciti a dare il dinamismo necessario per alzare la pressione sugli ex romanisti Pizarro e Aquilani, la difesa ha retto come nessuno poteva aspettarsi. L’aveva studiata così Pioli e la Lazio ha avuto in mano il gioco fino al meritato vantaggio del solito Djordjevic. Il difetto di non dare il colpo del ko all’avversario alle corde ha regalato una ripresa all’ultimo respiro. Parolo e Candreva hanno fallito l’appuntamento per mettere in cassaforte il risultato così come era accaduto a Genova.
I cambi di Montella
Nella ripresa il tecnico viola è corso ai ripari, subito dentro Borja Valero per lo spaesato Kurtic, la Fiorentina ha guadagnato metri e i biancocelesti sono stati costretti ad arroccarsi davanti a Marchetti. Pioli ha inserito Onazi al posto di Mauri ormai ridotto ai minimi termini per colpa del gran caldo con l’obiettivo di fare mucchio dietro. I viola hanno spinto, la difesa della Lazio ha concesso due occasioni solari ai padroni di casa ma ha resistito (bene De Vrij, Ciani e Novaretti quando è entrato) anche grazie al sostegno incessante dei mille tifosi accorsi al Franchi, fino al contropiede letale rifinito da Candreva per il tap-in di Lulic: 2-0, tutti a casa e spettatori imbufaliti con Lotito in tribuna e con Peruzzo che in realtà, tranne per gli 8’ di recupero, ha diretto bene. Numeri da record
Con le due reti di ieri la Fiorentina diventa la squadra a cui la Lazio ha segnato di più in serie A: 171 reti, scavalcato il Bologna a 170. Inoltre Neto non aveva ancora subito gol in casa nelle precedenti uscite al Franchi, così com’è arrivata l’ottava vittoria su 13 gare all’ora di pranzo nella storia biancoceleste. Se ci si aggiungono i 9 gol nelle ultime tre partite dove sono arrivati nove punti e la terza partita chiusa con la porta inviolata, ecco spiegato perché la banda di Pioli torna da Firenze con tante note positive guardando al futuro con ottimismo.
Obiettivo Europa
E ora? Qualcuno comincerà a parlare di terzo posto, di zona Champions possibile dopo aver vinto in casa di una delle più serie candidate a quel traguardo ma al momento è meglio non farsi prendere dall’entusiasmo che pure permetterà alla squadra di lavorare meglio per preparare la sfida contro il Torino di domenica prossima. La Lazio è una buona squadra, con dei valori importanti, può crescere e magari strada facendo alzare l’asticella sarà possibile se Djordjevic si confermerà a questi livelli e se qualcuno dei giovani talenti (Felipe Anderson e Keita) emergerà . Pesa l’assenza di Gentiletti, con lui ci sarebbero state maggiori certezze lì dietro dove pure si sono visti dei miglioramenti. Tante variabili, una certezza: la Lazio lotterà fino all’ultimo per tornare protagonista in Europa sognando di poter riascoltare un giorno la musichetta della Champions. Può sembrare troppo ma, sotto sotto, Pioli e i suoi cominciano a crederci ogni giorno di più. (Luigi Salomone - Il Tempo)
Cittaceleste.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA