ROMA - Una Lazio incisiva ma autolesionista ha vinto e salito in classifica, al culmine di un pomeriggio di sofferenza che aiuterà a fortificarne spirito e carattere. La squadra ha fatto di tutto per complicarsi la vita e alla fine, dopo aver sfiorato la mattanza, ha dovuto stringere i denti…

ROMA - Una Lazio incisiva ma autolesionista ha vinto e salito in classifica, al culmine di un pomeriggio di sofferenza che aiuterà a fortificarne spirito e carattere. La squadra ha fatto di tutto per complicarsi la vita e alla fine, dopo aver sfiorato la mattanza, ha dovuto stringere i denti per difendersi dal ritorno di un Sassuolo diventato arrembante e minaccioso. Quando si va prima sul 2-0 e poi sul 3-1 non si può consentire all’avversario di rientrare facilmente in partita, rischiando di vanificare quanto di buono evidenziato nella prima parte. Mauri, restituito al ruolo di trequartista alle spalle di Djordjevic, ha dimostrato di essere un elemento in grado di capitalizzare il gioco. Bravo a dettare i tempi, a trovarsi lo spazio, a sbloccare il risultato. Un gol che ha costretto gli emiliani a lottare in mare aperto, senza alchimie tattiche. La Lazio ha trovato gli spazi necessari per colpire, grazie ai guizzi, ai dribbling, alle incursioni di un Candreva formato Nazionale. Il centrocampista romano ha preso al guinzaglio il match, con una serie di giocate importanti, abile nel partire da destra, nel tagliare e nel cercare la profondità. Come in occasione di alcuni cross scodellati, senza esito, e in quello cesellato per la testa di Djordjevic. Un Candreva con l’argento vivo addosso: ha coperto l’intera fascia destra, anche con ripiegamenti rapidi, ha portato avanti una quantità di palloni, eccedendo in qualche frangente ma sempre giocando con il cuore. E’ stato lui l’uomo in più della Lazio, ancora alla ricerca di una precisa identità tattica. La squadra, infatti, nella fase di non possesso, ha perso la compattezza in mezzo al campo favorendo l’iniziativa del Sassuolo e, nella ripresa, ha pensato troppo a difendersi. Come a Palermo le maglie dei centrocampisti si sono aperte troppo e questo ha scoperto la difesa in più d’una occasione. Lulic, schierato in quella posizione centrale, ha confermato limiti mentali e di personalità e Pioli dovrà trovare qualche soluzione alternativa per migliorare la solidità del reparto.

e89f84f10a0f9667acfc576106cc4962.jpg

RIPRESA SOFFERTA - La Lazio ha costruito la vittoria sfruttando la corsia di destra dove Cavanda ha ben supportato Candreva. Però sulla partita ha pesato molto l’espulsione dell’inadeguato Cana, che ha causato il rigore del 3-2. Il Sassuolo, con l’uomo in più, dava la sensazione di poter raggiungere il clamoroso pari. Per fortuna dei biancocelesti Candreva, dopo aver regalato un assist, segnato un gol, ha provocato anche l’espulsione di Peluso, ristabilendo la parità numerica. Però, anche in dieci contro dieci, gli emiliani hanno continuato ad avere un assetto spregiudicato, con 3 punte sempre pronte ad attaccare gli spazi in velocità. E così la Lazio, dopo aver comandato la sfida, ha dovuto stringere i denti e difendersi dal ritorno degli ospiti. Complici anche Klose e Anderson (preferito ancora a Keita), che hanno sprecato sotto porta le palle-gol per mandare in archivio la pratica. Ed è stato bravo Marchetti a riscattare l’incertezza iniziale, negando a Longhi la chance per il tre pari. Pioli, che non è piaciuto per come ha gestito i cambi, potrà approfittare della sosta per migliorare l’organizzazione della squadra. Ma, intanto, la Lazio può respirare un’aria nuova in classifica. (Il Messaggero)

Cittaceleste.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti