Di Luigi Salomone - Il Tempo Sono diventati riserve di lusso, finiscono sempre in panchina. Giocano spezzoni, ritagli di partite, addirittura qualche volta rapppresentano il cambio a pochi minuti dalla fine solo per perdere tempo, eppure hanno scritto pagine indimenticabili della storia recente della Lazio. Sono loro, i senatori in…
Di Luigi Salomone - Il Tempo
Sono diventati riserve di lusso, finiscono sempre in panchina. Giocano spezzoni, ritagli di partite, addirittura qualche volta rapppresentano il cambio a pochi minuti dalla fine solo per perdere tempo, eppure hanno scritto pagine indimenticabili della storia recente della Lazio. Sono loro, i senatori in disgrazia: Miro Klose, Cristian Ledesma e Alvaro Gonzalez.
Tre giocatori fondamentali fino a maggio, ora scavalcati nelle gerarchie da Djordjevic, Biglia e Parolo. Nulla da dire sulle scelte di Pioli, l’allenatore rischia sulla sua pelle e i risultati stanno arrivando però non è giusto cosiderarli ormai dei ferri vecchi da rottamare. Il tedesco è entrato nelle ultime due partite nei minuti finali quasi fosse un giovane alle prime armi, l’italo-argentino è finito in «soffitta» quasi non fosse più in grado di aiutare la squadra a centrare gli obiettivi prefissati, l’uruguaiano era stato ceduto in estate, poi si è infortunato ma ora è una quarta scelta per il centrocampo laziale.
Tutto lecito, per carità, ma i tifosi non devono uniformarsi alle cassandre che celebrano in anticipo la fine dei senatori biancocelesti. La stagione è ancora lunga, il calcio uno sport strano in grado di regalare poche certezze e allora sarebbe fondamentale recuperare questi tre giocatori che hanno dato tanto alla causa laziale. Si chiama riconoscenza, da un lato, oltre che «inutile accanimento» su importanti risorse tecniche che potrebbero tornare utili nelle prossime partite. Pioli rifletta, scelga come vuole senza però umiliare la storia.
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