Città Celeste archivio2014 ESCLUSIVA - Melli: "Petkovic aveva un punto in più"
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ESCLUSIVA - Melli: "Petkovic aveva un punto in più"

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Di Franco Melli Mai come stavolta la sosta azzurra diventa manna dal cielo utile a stemperare l'incandescente atmosfera di un calcio afflosciato da direzioni di gara ampiamente sotto la sufficienza e dal semestre di squalifica inflitto a Tavecchio. Benedetta giornata di stop, che a Formello contribuisce a rimettere in sesto…

Di Franco Melli

Mai come stavolta la sosta azzurra diventa manna dal cielo utile a stemperare l'incandescente atmosfera di un calcio afflosciato da direzioni di gara ampiamente sotto la sufficienza e dal semestre di squalifica inflitto a Tavecchio. Benedetta giornata di stop, che a Formello contribuisce a rimettere in sesto Radu, indispensabile terzino presto dirottato al centro per sopperire l'assenza del lungodegente Gentiletti. Scelta obbligata, anche se i tre gol in meno rispetto alle prime sei giornate del campionato scorso scansano per adesso l'idea della banda del buco gestita da mastro Petko. Che un anno fa alla sesta di campionato vantava pure un punto in più rispetto a oggi, salvo incartarsi da solo fino ad arrivare al divorzio. L'approccio di Stefano Pioli è diverso: a Genova pur perdendo s'è rivista la fluidità di gioco assente dai tempi di Delio Rossi e Mancini; e a Palermo la sua squadra non ha difettato di cinismo. Poi, la vittoria sofferta contro il Sassuolo, colpevolmente messa in discussione fino all'ultimo, ha comunque aggiustato la classifica lasciando pensare che questa potrebbe essere la stagione buona per acciuffare il terzo o il quarto posto, causa carenza di grandi interpreti dietro Juve e Roma. Certo, se si considerano le assenze ci si può ritenere soddisfatti, pure se le proiezioni degli statistici stoppano la Lazio a quota 58, ottavo posto, al massimo settimo. Uccelli del malaugurio? Statistiche e numerologie a parte, qui è mancato a centrocampo un metronomo come Lucas Biglia, equilibratore d'una manovra (atteso al rientro di Firenze, 20 ottobre) che permette a Onazi e Parolo di recupere palla e pressare, così da raccorciare le distanze fra difesa e attacco.

Va detto inoltre che rimane inquietante e inspiegabile l'accantonamento di Keita, talento assoluto che forse soffre un allenatore fuorviato da troppi pettegolezzi e che a volte pare Steve Jobs e altre il più sprovveduto dei blogger. Non osiamo immaginare una telenovela stile Zarate, ma gli interrogativi si accavallano sul mancato utilizzo del gioiello scuola Barcellona. Perché Pioli non ama sfruttare Keita? Noi pensiamo che così come ha recuperato Federico Marchetti e ringalluzzito Felipe Anderson, l'allenatore ducale possa trovare spazio al diciannovenne di Arbùcies ampliando le opportunità di produzione offensiva della squadra. Che ha scoperto in Djordjevic un apprezzabile cecchino, a fronte delle affievolite speranze riguardanti un buon profitto biancoceleste del glorioso Klose, mentre verrebbe voglia di dare retta a quanti credono che a gennaio sbarcherà a Formello il rattristato Pazzini, finalizzatore che potrebbe tornare comunque utile sui saliscendi del 2015. Per il momento siamo a livello di fantasticherie chissà quanto realizzabili, nonostante ci si renda conto che in ogni caso bisognerà rendere al meglio nei prossimi due mesi e mezzo prima di festeggiare o meno l'eventuale arrivo del trentenne centravanti di Pescia, cioè dell'uomo che in maglia doriana impedì alcune stagioni fa il quarto scudetto romanista. Giusto quindi fare di necessità virtù, restare con i piedi in terra come insegna il parsimonioso Claudio Lotito, dirigente al potere che saprà difendersi alla grande davanti ai giudici che dovranno valutare la sua polemica con l'ad juventino Marotta. A noi interessa fino a un certo punto, anzi poco o niente, a dire il vero. Invece ci sta a cuore che il volo dell'aquila non si interrompa: le potenzialità adeguate esistono, a patto che Stefano Pioli non le disperda causa abbagli o puntigli dannosi. In alto i cuori, pure i tifosi della curva nord sembrano convincersi che il peggio è alle spalle.

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