Di Franco Melli Svicola a ogni logica la Lazio, compresa quella del decennale di presidenza-Lotito, apparentemente più equipaggiata rispetto a mercati passati e campionati trascorsi. Qua bypassato quel “Lotito ovunque” che crea più proseliti dell'ice bucket challenge, si torna nell'atmosfera-campionato con una sola consolazione: il ritorno degli abitanti della curva…
Di Franco Melli
Svicola a ogni logica la Lazio, compresa quella del decennale di presidenza-Lotito, apparentemente più equipaggiata rispetto a mercati passati e campionati trascorsi. Qua bypassato quel “Lotito ovunque” che crea più proseliti dell'ice bucket challenge, si torna nell'atmosfera-campionato con una sola consolazione: il ritorno degli abitanti della curva nord, senza dimenticare i 12.000 abbonati. Contro il Cesena il colpo d'occhio sarà simile a quello dell'ultima gara interna prima del semestre bianco cominciato contro il Sassuolo, quasi a cancellare quel “Libera la Lazio” che comunque resta nei mugugni ma non nelle panolade, nelle assenze più o meno giustificate. Si soprassiede in attesa di capire di che pasta è fatta la truppa di Formello, dopo l'esordio-no di San Siro. Ma riuscirà Stefano Pioli a riproporre lo stesso Dusan Basta di Udine, quello che nel teorema di Guidolin squassava la fascia degli avversari? Riuscirà a raccordare Gentiletti (ancora secondo alcuni cronisti in ballottaggio con Cana) e De Vrij, e a gestire Edson Braafheld senza far rimpiangere l'acciaccato Radu, pilastro collaudatissimo del reparto arretrato? Certo, anche se il Cesena non dovrebbe portare enormi problemi al reparto arretrato, tra poco Pioli sarà costretto a presentare davanti al rientrante Marchetti (o Berisha?) quattro controllori tutti nuovi, senza sufficienti intese e conoscenze. Ma per ritornare a Basta, che è di sicuro un altro rispetto al segugio superato più volte a San Siro, bisogna capire se l'allenatore ducale, devoto in genere al 4-3-3, possa avere all'occorrenza la sufficiente flessibilità per avanzare fra i centrocampisti l'esterno di Belgrado dentro la novità del 3-5-2. Tuttavia meglio restare nello specifico, cioè al problema del gol, ritornato soprattutto quando la sfida era in equilibrio, davanti al Milan, nonostante una discreta interpretazione collettiva dell'impegno. Contro i modesti lottatori di Bisoli, sarebbe disdicevole non vincere, non riuscire ad abbattere il muro che presumibilmente innalzeranno davanti a Candreva-Klose-Keita.
Quali sono i problemi? Se Keita non decolla, se Klose è quello visto a Milano e Djordjevic resta l'evanescente centravanti capace di mandare fuori dai gangheri perfino il ct Advocaat, l'altra sera durante Serbia-Francia, le complicazioni abbonderanno perfino davanti a formazioni che lottano per non retrocedere come questo Cesena del presidente Lugaresi. Ma è all'altezza uno come Djordjevic, in gol appena 12 volte negli ultimi 6 mesi vissuti a Nantes? Gli osservatori chiedono di pazientare, mentre affascina l'idea di Keita che, spronato dall'idea di prendere la nazionalità italiana, possa essere convocato in azzurro. Aspetta oggi e aspetta domani intanto s'è affacciato anche Danilo Cataldi, il che fa presagire buone prospettive. Ma il presente come lo risolviamo? Problema del gol a parte, il 3-1 patito a Milano ha confermato che serve un rubapalloni alla Onazi a centrocampo, o per lo meno l'esperienza di Ledesma senza togliere Biglia, titolare dell'Argentina finalista mondiale. Strano ma vero, pure se la campagna acquisti ha fatto registrare un impegno di circa 27 milioni non alleggerito da alcuna cessione dei troppi giocatori in esubero, Formello risulta sempre un cantiere aperto. In ogni caso un miracolo è già stato fatto, alle 15 di domenica ci saranno 16.000 spettatori a seguire Lazio-Cesena. E in tribuna la presenza di alcune vecchie glorie fa pensare quasi allo scambio d'un segno di pace fra tifosi e gestore. Come a dire che a dispetto di tante disavventure e nonostante un decennio tormentato, prevale sempre prima o poi l'amore dei laziali senza soluzione di continuità. Ora tocca a Pioli difendere i recuperati entusiasmi, incrementandoli semmai con risultati accettabili.
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