ESCLUSIVA - Melli: "Lotito più forte in azzurro? Deleghi la presidenza..."
Di Franco Melli
ROMA - L'uomo più chiacchierato dello sport italiano, in questo periodo, è Claudio Lotito. Ma non per meriti laziali quanto per improvvise benemerenze acquisite dopo essere stato determinante nell'elezione del presidente federale Tavecchio. Sono molti i maggiorenti del calcio italiano che chiedono che cosa ci stia a fare Claudio Lotito nelle vicinanze dei raduni azzurri, con la t-shirt dell'Italia e addirittura ai primi posti sull'aereo che ha portato Antonio Conte e i suoi ragazzi a Oslo, per la prima partita ufficiale della nuova avventura. Troppo facile rispondere che Lotito è diventato l'uomo più potente del calcio italiano usufruendo anche di quell'ufficio che era di Albertini e del diritto, come consigliere federale, di stare laddove vuole e in particolare sempre vicino alla nuova Italia del calcio. Gli unici che dovrebbero protestare, in realtà, sono i laziali. E' presumibile che un presidente di un club importante di serie A non abbia altro per la testa che il rafforzamento del proprio club e la voglia di accontentare i propri tifosi. Oppure ci può essere un'altra strada che noi suggeriamo a Claudio Lotito: se vuole sempre più rafforzare la propria posizione in azzurro, potrebbe saggiamente delegare la presidenza della Lazio a qualcuno di sua fiducia, certamente più simpatico e più operativo dentro Formello. Ma vedrete che non andrà così, mentre gli abitanti della nord tornano per ragioni di cuore nello stadio Olimpico in occasione di Lazio - Cesena. Claudio Lotito uomo ovunque e dovunque, proseguirà imperturbabile nel doppio ruolo, da Dott. Jekyll e Mister Hyde. Speriamo che la Lazio di Pioli lo aiuti a tirare avanti in maniera meno burrascosa rispetto al passato.
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