Quante volte i tifosi Laziali hanno sognato di poter vedere la SS Lazio giocare ancora allo Stadio Flaminio. La nostra Associazione, qualche anno fa, raccolse addirittura più di 15.000 firme di tifosi biancocelesti che auspicavano questa soluzione. Un risultato davvero sorprendente. Eppure il nostro sforzo per riportare la SS Lazio…
Quante volte i tifosi Laziali hanno sognato di poter vedere la SS Lazio giocare ancora allo Stadio Flaminio.
La nostra Associazione, qualche anno fa, raccolse addirittura più di 15.000 firme di tifosi biancocelesti che auspicavano questa soluzione. Un risultato davvero sorprendente. Eppure il nostro sforzo per riportare la SS Lazio vicino a dove sorgeva il vecchio campo della Rondinella non fu ascoltato.
Oggi questo storico impianto, progettato dalla famiglia Nervi, verso la fine degli anni cinquanta, in previsione delle olimpiadi di Roma del 1960, è nel più totale abbandono. Per certi aspetti ricorda tristemente il velodromo dell’Eur, che venne abbattuto dopo anni di degrado, anch’esso, guarda caso, dopo essere stato costruito in previsione dei giochi olimpici romani. Lo storico Stadio Flaminio, dopo il passaggio del rugby all’Olimpico e il fallimento della Lodigiani e dell’Atletico Roma, non è più utilizzato da nessuno e così l’incuria avanza incontrastata, sotto gli occhi sgomenti degli abitanti del quartiere. Chi si reca con il tram a vedere le partite della Lazio allo Stadio Olimpico, partendo dal capolinea di Piazzale Flaminio, semplicemente guardando fuori dal suo finestrino, può subito rendersi conto di come le cose stiano precipitando giorno dopo giorno.
Nel febbraio del 2014 una delibera della giunta comunale affidò l’impianto alla nostra Federazione Giuoco Calcio, per un anno con una possibile prologa di ulteriori 365 giorni, per “la gestione e la conseguente manutenzione ordinaria e straordinaria”. Ma passando fuori dai cancelli arrugginiti e sbirciando all’interno del vecchio stadio, si intravedono, dove un tempo i calciatori giocarono le loro gare, solo erbacce che crescono rigogliose degne di una … foresta amazzonica. Inutile aggiungere che per un tifoso della Lazio, questo scempio è ancora di più un colpo al cuore, in questi luoghi, nel vecchio Rondinella, giocarono Piola e Gradella solo per fare due nomi.
Il precedente sindaco insieme con il suo assessore allo sport, avevano provato ad immaginare un futuro, in accordo con la Fondazione Nervi, per il Flaminio. Si pensò di contattare chi gestisce la Lazio, ma la trattativa neppure partì perché si dimostrarono poco interessati alla gloriosa storia biancoceleste, ma molto interessati … ad un ritorno economico. Quindi si pensò ad un altro soggetto privato, legato al mondo delle sport cittadino che potesse utilizzare non solo il campo di calcio, ma anche tutte le altre strutture sportive che sono all’interno dell’impianto.
Con il cambio del sindaco, tutto questo finì in un cassetto, i nuovi arrivati al Campidoglio promisero cose mirabolanti, come di farci giocare la nazionale Under 21, di costruirvi il museo della fondazione Nervi e di coinvolgere nel progetto altre federazioni sportive come quelle del pugilato e del nuoto.
Ma ad oggi niente è stato fatto, l’unica società che si è fatta avanti è la Lupa Roma che si è detta disponibile a sistemare il tutto a suo spese, ma fino ad oggi nessuna risposta da parte del Comune di Roma.
Intanto degrado ed erbacce regnano incontrastate !
Ben Sherman (www.sodalizio.com)
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