Sosta benedetta, dicevano. Mica tanto. Mezza Lazio scende in campo per le qualificazioni europee tra oggi e domani. Pioli terrà la televisione accesa con qualche preoccupazione e in attesa di notizie dall’Africa. Eddy Onazi, l’ultimo a rientrare, affronterà il Sudan mercoledì sera in Nigeria e potrà tornare ad allenarsi a…
Sosta benedetta, dicevano. Mica tanto. Mezza Lazio scende in campo per le qualificazioni europee tra oggi e domani. Pioli terrà la televisione accesa con qualche preoccupazione e in attesa di notizie dall’Africa. Eddy Onazi, l’ultimo a rientrare, affronterà il Sudan mercoledì sera in Nigeria e potrà tornare ad allenarsi a Formello venerdì, due giorni prima del lunch match con la Fiorentina. Al Franchi la Lazio si presenterà con almeno sei nazionali nel blocco dei titolari: mezza squadra, appunto. Con una doppia valenza. Poco tempo per prepararsi. Ma perdere tanti giocatori durante la sosta significa avere un gruppo importante, come accade alle squadre di livello medio-alto. Saper fronteggiare le emergenze fa parte del normale processo di crescita di una società che sta cercando di avviare un nuovo ciclo. Il ritorno in Europa è l’obiettivo dichiarato da Pioli. E le qualificazioni europee, si può dire, certificano il patrimonio ricostruito dalla Lazio. Non c’è solo Candreva, il giocatore decisivo e di maggior classe, non a caso portato ai livelli di ingaggio di Klose, ormai ex centravanti della Germania campione del mondo. Oggi a Malta il fantasista di Tor de Cenci verrà impiegato dal ct Conte da esterno di sacrificio nel 3-5-2 azzurro. E chissà se troverà posto Marco Parolo, sinora il titolarissimo di Pioli, sette volte titolare, mai sostituito. Nel cartellone europeo ci sono appuntamenti di grande interesse. Stefan De Vrij, dopo aver guidato l’Olanda alla rimonta sul Kazakistan, questa sera sarà impegnato in Islanda. Partita scivolosa, non solo per il clima e le insidie create da una nazionale emergente. Di sicuro più caldo s’annuncia il clima di Belgrado, dove tutti gli sportivi si augurano che la partita di domani non si trasformi nel pretesto per scatenare l’odio tra serbi e albanesi. E’ quasi un derby per Djordjevic. Non ha incantato in Armenia, anzi il ct Advocaat lo ha sostituito al settantesimo. Lo marcherà Cana, come accade a Formello in allenamento. E il nuovo centravanti della Lazio proverà a bucare Berisha, a cui ha promesso un gol. Impegno complicato, quasi determinante per Lulic. La Bosnia è partita male, un punto in due partite, e deve provare a battere il Belgio per rilanciarsi nel girone.
Tesoro. La classifica non sorride ancora come Pioli si aspettava. E’ vero, però, che il patrimonio della Lazio sta acquistando valore. Un tesoro da circa 65 milioni di euro con le attuali valutazioni di mercato (non quelle astronomiche di Lotito, per intenderci). Nel conto non sono entrati il trentenne Cana e Basta, ora bloccato da un infortunio. Prendete Djordjevic: quattro gol nelle ultime due partite hanno convinto quasi tutti. Il ds Tare lo ha acchiappato con largo anticipo a parametro zero, oggi vale almeno 12 milioni di euro. L’Atletico Madrid aveva offerto 20 milioni per Candreva, Lotito ne chiedeva 30 e se l’è tenuto. Oggi pesa più dei 12 milioni complessivi per acquistarlo in comproprietà e poi a titolo definitivo. La Lazio ha speso poco meno di 5 milioni per Parolo e poco più di 6 per De Vrij al netto dei bonus. L’olandese era in scadenza, è un difensore di prospettive enormi, oggi vale minimo 8 milioni e stiamo bassi. Sulle stesse cifre viaggiano Onazi (fresco di rinnovo) e Lulic, penalizzato dall’età (quasi 29 anni). Lotito in estate chiedeva molto di più per tutti e due. Un affare s’è rivelato Etrit Berisha, preso quasi a scadenza dagli svedesi del Kalmar e costato 400 mila euro. Ora ha appena restituito il posto a Marchetti, ma è un portiere di 25 anni e gioca stabilmente titolare in nazionale. Margini di crescita importanti. (corriere dello sport)
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