Città Celeste archivio2014 L'INCORONAZIONE - Biglia "Principito" azzurro: miglior playmaker della Serie A. La Champions passa dalla sua regia: manca solo 1 punto
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L'INCORONAZIONE - Biglia "Principito" azzurro: miglior playmaker della Serie A. La Champions passa dalla sua regia: manca solo 1 punto

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di ALBERTO ABBATE ROMA – Un brindisi all'Europa attutisce la realtà. Che non ha niente da invidiare al sogno. Perché Biglia in cabina di regia non è una visione onirica, ma una magnifica presenza. Poesia in carne e ossa, la calamita del gioco biancoceleste. Fuori dal campo col Torino, con…

di ALBERTO ABBATE

ROMA – Un brindisi all'Europa attutisce la realtà. Che non ha niente da invidiare al sogno. Perché Biglia in cabina di regia non è una visione onirica, ma una magnifica presenza. Poesia in carne e ossa, la calamita del gioco biancoceleste. Fuori dal campo col Torino, con tanto di standing ovation dell'Olimpico, tredici minuti prima del fischio finale. Saluti anticipati per manifesta superiorità, Lucas è un gigante: 78 passaggi effettuati (70 riusciti, il 90%), primato stagionale per la Lazio. Il miglior playmaker della Serie A: vi stupite ancora che in estate Carletto nostrano avesse intravisto un centrocampista galactico? Lotito ha detto no al Real, Biglia in buca a Formello.

ONNIPRESENTE - Tutte le palle portano a Biglia, caput Lazio. Dai suoi piedi educati partono contropiedi arroganti: quasi sfacciati i 14 lanci per le sgommate di Candreva, seconda arma dell'azione biancoceleste. Lucas è magia, ma anche sostanza: 7 palloni recuperati, recordman dei tackle (7 effettuati, 5 vincenti). L'argentino fa così scivolare la Lazio al quinto posto, a un punto dal terzo che significa Champions. Addirittura a 4 lunghezze dall'argento di Roma, ancora frastornata dai sette cazzotti di Robben e fratelli. E allora Dajern Lazio, Biglia vuole castigare il campionato. Con una meravigliosa punizione che si spegne nel sette e aggira ogni barriera. L'immaginazione può fissare un bell'orizzonte futuro, con un occhio al passato: un gol da calcio piazzato mancava addirittura da Lazio-Udinese del 27/11/2012. Allora toccava al profeta Hernanes, oggi l'oracolo è argentino.

REGISTA MONDIALE - Sbircia la sua mattonella e la lucida: anche il 2-1 di Klose parte dai piedi di Biglia. Che si procura una punizione per un fallo di Quagliarella. Col Torino sembra di stare al Maracana, che delirio di lazialità. Un sospiro, gli occhi chiusi e sarete tutti là: Lucas e Miro, stavolta in campo insieme – per la prima volta nella storia – dopo la finale mondiale. Due angeli biondi fanno impazzire il mondo biancoceleste. Uno solo però guida l'ultima splendida pellicola. Lucas afferra la cinepresa, ciak, la Lazio gira. Bentornato Biglia, dopo lo stop. Pioli ne sentiva troppo la mancanza, c'è da capirlo. Perché la squadra non può proprio decollare senza la sua aquila reale, senza Lucas (al) volante. Nonostante il ritorno al gol dopo 7 mesi, re Miro è già stato spodestato da Djordjevic. Biglia rimane il nostro “Principito” azzurro.

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