Città Celeste archivio2014 La Curva Nord chiama i tifosi a raccolta contro l'Udinese
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La Curva Nord chiama i tifosi a raccolta contro l'Udinese

redazionecittaceleste
Una partita da laziali. Contro la squadra allenata dal romanista Stramaccioni, ma soprattutto contro la cattiva sorte, la sfiga, la sfortuna, la jella che da sempre si abbattono sui colori biancocelesti. Ieri, durante la trasmissione radio “la Voce della Nord”, sulle frequenze di Radiosei, il tifo organizzato della curva Nord…

Una partita da laziali. Contro la squadra allenata dal romanista Stramaccioni, ma soprattutto contro la cattiva sorte, la sfiga, la sfortuna, la jella che da sempre si abbattono sui colori biancocelesti.

Ieri, durante la trasmissione radio “la Voce della Nord”, sulle frequenze di Radiosei, il tifo organizzato della curva Nord ha chiamato a raccolta tutti i tifosi laziali. Invitandoli ad andare allo stadio e sostenere per 90 minuti (intervallati da cori di scherno e di dissenso nei confronti della dirigenza) la squadra. “Bisogna tornare ad essere il dodicesimo uomo in campo, è questo il momento giusto”, hanno dichiarato i ragazzi della Nord.

Non importa quanti spettatori ci saranno, la cosa fondamentale è far sentire la propria presenza e la propria voce. La stagione è appena iniziata, ma la situazione in casa Lazio già è diventata difficile. Gli infortuni di Gentiletti (crociato, 6 mesi di stop), che si stava dimostrando un difensore forte e affidabile addirittura più inserito negli schemi rispetto al compagno di reparto De Vrij, di Biglia (caviglia, 2 mesi fuori) e di Basta ( forte contusione alla mano destra) rischiano di compromettere gli obiettivi stagionali. E la squalifica del centrale olandese costringeranno Pioli ad affidarsi alla coppia Cana-Novaretti che, solo al pensiero provoca gli incubi. Ma è qui che entra il gioco il tifoso laziale, che se n’è sempre infischiato della cattiva sorte, che l’ha sfidata e alla fine l’ha sconfitta. Gli 80 mila allo stadio Olimpico in occasione di Lazio-Vicenza del 21 giugno 1987, in serie B con la rete di Fiorini a otto minuti dal termine, sono ancora il ricordo più bello di una squadra che è stata sempre bersagliata dalla sfortuna. Così come i 50 mila, che invasero il San Paolo di Napoli negli spareggi per rimanere nella seconda serie, in lacrime dopo il gol decisivo di Poli.

Giovedì impossibile rivedere quella cornice di pubblico che lottava per la sopravvivenza, ma la speranza degli uomini di Pioli è che almeno 30 mila persone saranno lì, allo stadio, a soffrire con loro. A spingere la palla in rete, ad esultare insieme. Perché è proprio quando il gioco si fa duro che i laziali comininciano a giocare. (L'Ultima Ribattuta)