La "divina" punizione di Biglia mancava da due anni: può valere l'Europa
ROMA – Due anni per rivedere una meravigliosa punizione. Finalmente. E ora castigaci ancora, Biglia. Pioli c'aveva lavorato tutta l'estate, Reja gli ultimi sei mesi della passata stagione, nulla. Un gol dalla mattonella mancava addirittura dal 27 novembre 2012. Hernanes prendeva la mira, calibrava l'effetto, sbirciava lo stupore negli occhi dei laziali. Strabuzzati di nuovo stasera per la pennellata di Lucas: tiro a giro, Gillet tagliato. Ora Candreva può farsi da parte, anche se l'ultima volta non la scorderà mai.
CANDREVA - Non è uno specialista, Antonio: la punizione dell'11 novembre 2012 ha segnato il suo trapasso biancoceleste, ma non è nelle sue corde. Anche se quel siluro, a propiziare il gol di Klose, stasera ricordava proprio il missile nel derby. Una catapulta infernale, che riporta anche Miro in paradiso. Meno mal di panzer, finalmente una rete del tedesco, a digiuno dalla sfida col Bassano in Coppa Italia. Stavolta si fa da parte Djordjevic e può dimenticare un'altra scivolata (per la rete di Farnerud), Ciani.
EUROPA - Benedetta punizione. Grazie a Hernanes, Reja aveva risolto diverse sfide nel suo primo mandato. I calci da fermo devono tornare a essere un'arma di Pioli verso l'Europa, sempre più vicina con la quarta vittoria consecutiva: quinto posto a un punto da Samp e Udinese, aspettando Milan-Fiorentina, a quattro dalla Roma. In Belgio, Biglia così aveva alzato un tricolore: “Ci ha regalato lo scudetto con una punizione all'ultima giornata. E' difficile dimenticarlo”, assicurava il ds Van Holbeeck, qualche giorno fa, quasi commosso. Adesso anche i laziali hanno sbirciato quel destro così educato su punizione: “Dedico due-tre ore ogni settimana ai calci piazzati”, raccontava al suo sbarco. Applausi di Keita da casa, standing ovation dell'Olimpico.
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