ROMA - Era partita come una rivoluzione verde, una Lazio con l’occhio lungo perché costruita sui baby. Sì, la squadra è cambiata in modo radicale, soprattutto in difesa dove sono arrivati quattro giocatori nuovi e forti. Ma i giovani? In teoria ce ne sono molti di valore, a partire da…
ROMA - Era partita come una rivoluzione verde, una Lazio con l’occhio lungo perché costruita sui baby. Sì, la squadra è cambiata in modo radicale, soprattutto in difesa dove sono arrivati quattro giocatori nuovi e forti. Ma i giovani? In teoria ce ne sono molti di valore, a partire da Keita – in dubbio per domani – per finire a Danilo Cataldi, tra gli indisponibili pure per l’Udinese. A parte De Vrij (del resto lì in difesa alternative non esistono), contro il Genoa potrebbe ripresentarsi una formazione un po’ in là con gli anni: quasi 30 di media.
I motivi sono due: il primo è che la vecchia guardia non molla, Mauri e Klose hanno fatto vedere quanto ancora possa essere determinante il loro contributo; il secondo, invece, ha a che fare con i talenti di casa: per loro la Lazio ha scelto di usare il bastone.
Un esempio? Quello forse più eloquente vede protagonista Mamadou Tounkara, 18 anni e la stoffa da campioncino in erba. Così bravo da essere richiesto addirittura da Zeman in persona in cambio (poi saltato) di Astori. Roba da montarsi la testa, insomma. E diventare sempre più simile a Balotelli, non a caso l’idolo dell’attaccante spagnolo di origine senegalese. Fan sfegatato tanto da scegliere sistematicamente di issare il numero 45 sulle spalle. Fino a qualche settimana fa, però. Perché la società ha detto stop. A determinati atteggiamenti, alla spocchia da calciatore già arrivato e pure al numero «incriminato» che appartiene alla «testa calda» per definizione: via il 45, ora Tounkara indosserà il 78. Una lezione in piena regola: per il momento Mamadou, non convocato per Milano, è retrocesso nella Primavera, dove dovrà recuperare l’umiltà.
Ma anche su Keita c’è stato bisogno di portare avanti un chiarimento. Di sicuro è il giocatore in rosa con più talento a disposizione, e il posto da titolare è dovuto a tanta grazia. Sono gli atteggiamenti, semmai, a causargli qualche problema. In ritiro si presentò con mezz’ora di ritardo all’appuntamento con i tifosi per gli autografi, poi la multa è passata in cavalleria. Ciò che non è stato «condonato», però, è il pizzico di sufficienza che ha caratterizzato le prestazioni di Keita contro Milan e Cesena. Ecco perché domani potrebbe restare fuori dalla partita contro il Genoa. Per imparare.
Intanto un altro giovane è sul punto di rinnovare con la Lazio: oggi Onazi potrebbe firmare, ma solo se ci sarà intesa sulla clausola di rescissione. Il nigeriano la vuole più bassa di 10 milioni per tenere aperta la porta di gennaio. Si è stancato di stare fuori ad imparare? (Corriere della Sera)
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