ROMA - Sottoscrivere l’abbonamento è un atto di fede, perché si crede ciecamente nella società e nella squadra, versando in anticipo una discreta somma. Pagare il biglietto ogni domenica è un atto d’amore, perché si rinuncia allo sconto e alla convenienza di un abbonamento, toccando il portafogli più spesso, magari…
ROMA - Sottoscrivere l’abbonamento è un atto di fede, perché si crede ciecamente nella società e nella squadra, versando in anticipo una discreta somma. Pagare il biglietto ogni domenica è un atto d’amore, perché si rinuncia allo sconto e alla convenienza di un abbonamento, toccando il portafogli più spesso, magari due volte a settimana per chi è abituato a seguire la Lazio in trasferta, come capita soprattutto ai ragazzi della Curva Nord. Il ritorno all’Olimpico è stato annunciato attraverso un comunicato pieno di significati. E’ un primo passo, una fiducia con riserva, una mossa intelligente per far capire alla società, ma sarebbe meglio dire a Lotito, che il rispetto (e di conseguenza il pubblico) andrà conservato e guadagnato nel tempo. I tifosi si erano allontanati per la crisi di risultati dell’ultima stagione e per molto altro che affonda le proprie radici in un rapporto decennale complicatissimo. I fatti di Varsavia e le risposte velenose di Lotito avevano allargato il solco dopo una parentesi, relativa alla prima stagione di Petkovic, in cui all’Olimpico si era respirata un’aria diversa. Non per caso forse era arrivato il successo in Coppa Italia e per sei mesi la Lazio aveva entusiasmato in campionato. Per i quarti di Europa League, con lo stadio a porte chiuse, i tifosi avevano scortato la squadra da Formello al Foro Italico organizzando un carosello entusiasmante e mai visto in passato, tanto per dire come la passione e l’amore per i colori avevano permesso di superare tensioni pesantissime. Dopo i mesi della diserzione e della protesta, i tifosi si preparano a riavvicinarsi alla Lazio, perché è impossibile restare lontani dalla squadra e non vivere le emozioni domenicali. Tutto questo, però, non permetterà di abbassare la guardia o considerare superata la contestazione. Acquistare il biglietto ogni domenica significa mantenere la Lazio sotto esame e in modo concreto far capire (se ancora ce ne fosse bisogno) quanto siano importanti i tifosi. Un’apertura di credito da verificare sempre al botteghino mette la società nelle condizioni di dare un seguito agli sforzi compiuti in estate (30 milioni per ricostruire la squadra senza vendere altri big dopo la cessione di Hernanes, consumata a gennaio), di blindare Candreva dopo aver trattenuto e portato al rinnovo diversi giovani (da Keita a Cataldi, passando per Tounkara) e magari di dare ulteriore concretezza agli appelli attraverso nuove iniziative.
Ecco il punto focale. Lotito anche ieri ha lanciato un invito alla gente chiedendo di tornare all’Olimpico. Ne ha fatti tanti di comunicati, non solo per evitare errate interpretazioni mediatiche come dice, ma perché allo stadio erano rimasti in pochi e non poteva più permetterselo. E’ come se una compagnia ingaggiasse gli attori per recitare a Broadway e poi non riuscisse a riempire neppure un teatro di provincia. Resisterebbe o sarebbe destinata a chiudere? E’ facile trovare la risposta. E allora un suggerimento si può dare anche a Lotito l’innovatore, soprattutto cogliendo al volo gli spunti preannunciati dall’ufficio marketing. A Formello pensano a una politica diversa dei prezzi dei biglietti, più bassi in certe occasioni, più alti nelle partite di cartello. Sarebbe auspicabile abbassarli sempre e per tutto il campionato. Il discorso vale per il calcio italiano, ancora di più per la Lazio, chiamata a riconquistare i suoi tifosi.
Premessa doverosa: Lotito non tocca e mantiene invariati i prezzi degli abbonamenti da dieci anni, altri club (per esempio la Roma) vendono i biglietti a prezzi più alti. Ma è la realtà del Paese a essere cambiata, se è vero che la disoccupazione aumenta e se il Premier Renzi si preoccupa di restituire 80 euro al mese a 10 milioni di italiani. Perché una famiglia (marito, moglie, figlio) dovrebbe spenderne 150 per andare a vedere la partita? Per Lazio-Cesena, Lotito ripartirà dai prezzi della scorsa stagione: 16 euro per curve e distinti, 35 per la Tevere Laterale, 50 per la Tevere Top, 70 per la Monte Mario. Durante l’estate, ha detto e scritto di voler mettere il tifoso al centro del suo progetto. Forse il modo migliore per riuscirci sarebbe tornare ai prezzi veramente popolari e rendere la Lazio, ma anche il calcio italiano che Lotito intende riformare, uno spettacolo fruibile. Forse l’incasso no, ma di sicuro gli spettatori aumenterebbero, garantendo un valore inestimabile al brand e ad un’immagine violentata e calpestata da tutti negli ultimi anni. (Corriere dello Sport)
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