Lazio: Klose assente? Tutta colpa della...neve!
Dal mal di pancia al maltempo. La neve ha rallentato il rientro di Miroslav Klose dalla Germania. Aereo in ritardo. Capita. Succede. E così il centravanti tedesco è arrivato al centro sportivo di Formello quattro ore dopo il previsto. Riprendeva la preparazione dopo una settimana di vacanza. Pioli aspettava tutti a pranzo. La Lazio è sceso in campo alle 15, Miro è arrivato negli spogliatoio verso le 16,30 quando l’allenamento si era appena concluso. Niente dietrologia. La versione ufficiale ha trovato riscontri. Il maltempo ha provocato dei ritardi in arrivo a Fiumicino: non si tratta di un pretesto da legare all’insofferenza di Klose, alla situazione che si è venuta a creare con la Lazio, all’insofferenza per la panchina e alle turbative in prossimità del mercato. Di sicuro resistono gli interrogativi, alimentati dal giocatore, insoddisfatto per il minutaggio ridotto. Borussia Dortmund, Kaiserslautern e altri club in Bundesliga sono alla finestra e seguono gli sviluppi. Due giorni fa Klose era stato chiaro e aveva avvertito Pioli. «Per entrare in forma ho bisogno di due o tre partite consecutive e intere. Se gioco meno di un tempo, non riesco a trovare il ritmo. Il mercato? Resto qui. Ho parlato con l’allenatore, sa bene cosa voglio». Ha chiesto un posto da titolare, s’è fatto sentire di nuovo in Germania. Ha puntato sul suo peso contrattuale. «Ho rinnovato con la Lazio perché voglio giocare. Penso di poter ancora aiutare la squadra». La panchina l’ha sopportata perché la squadra è terza e chi ha giocato al suo posto (Djordjevic) s’è fatto apprezzare. «Starei peggio se non giocassi affatto e la Lazio fosse all’ultimo posto» la traduzione letterale dal tedesco. Parlava della squadra e della classifica, non di tavoli in cantina.
Compattezza. Certo il senso è chiaro. Ragiona in modo personale e pur essendo un campione del mondo non sembra giustificato. Se Klose parla, perché gli altri dovrebbero restare in silenzio? Attenzione all’effetto domino nello spogliatoio, in tanti reclamano spazio. Onazi o Gonzalez potrebbero partire, Ledesma è in scadenza, Keita si comincia a chiedere perché resta fuori e così via. Senza Europa, si sapeva che sarebbe stata una stagione con meno partite. Pioli aveva chiesto disponibilità ai giocatori, immaginiamo abbia rinnovato l’invito alla ripresa. Il gruppo, almeno sino a Natale, ha risposto bene. Ora bisogna continuare. Senza distrazioni, egoismi o farsi coinvolgere dalle trattative e dalle opportunità del mercato.
Impegni. Sarà un gennaio diverso dagli altri per la Lazio. Venti giorni, mezza stagione, forse di più. Campo e futuro: si decide molto nelle prossime settimane. Basta snocciolare il calendario per rendersene conto. Lunedì confronto diretto per il terzo posto diviso con la Samp di Mihajlovic a quota 27. Domenica 11 il derby con la Roma. Mercoledì 14 in trasferta gli ottavi di Coppa Italia con il Torino a eliminazione diretta. Il 18 di nuovo all’Olimpico per chiudere il girone d’andata con il Napoli e il 24, ancora in casa, la prima di ritorno con il Milan di Pippo Inzaghi. Cinque appuntamenti per dare un significato preciso alla stagione. Classifica cortissima. Si fa all’Olimpico il campionato della Lazio, sinora mai vincente nelle sfide con le big: sconfitta (1-3) al debutto di San Siro con il Milan, ko pesante all’Olimpico (0-3) con la Juve, rimpianti e rimonta subìta prima di Natale con l’Inter. Nel mezzo c’è stato il colpo esterno con la Fiorentina. Ora si fa sul serio e non si può più sbagliare. Serviranno compattezza, disponibilità, spirito di gruppo. Vero Klose? (Corriere dello Sport)
© RIPRODUZIONE RISERVATA