Attaccato da più parti per le sue ingerenze crescenti in Federazione, e in particolare da Juventus e Roma, il patron della Lazio, Claudio Lotito, ha voluto difendersi dalle accuse a lui rivolte in un'intervista rilasciata a 'Rai Uno' per il programma 'Petrolio' che andrà in onda questa sera alle 23.30…
Attaccato da più parti per le sue ingerenze crescenti in Federazione, e in particolare da Juventus e Roma, il patron della Lazio, Claudio Lotito, ha voluto difendersi dalle accuse a lui rivolte in un'intervista rilasciata a 'Rai Uno' per il programma 'Petrolio' che andrà in onda questa sera alle 23.30 e avente come tema 'La crisi del calcio italiano'. "Io non mi sento, non sono un uomo di potere. - ha affermato Lotito - Chi parla in questi termini è qualcuno che non parla tenendo presente gli interessi collettivi... E io cerco sempre di rimettere al centro di tutto il progetto di un calcio organizzato nell'interesse collettivo...". Il numero uno biancoceleste ha quindi tessuto le lodi di Carlo Tavecchio: "Sono sempre più convinto che sia l'uomo giusto per attuare le riforme e il rinnovamento del nostro calcio. - ha sostenuto - E' diventato presidente sulla base di un programma condiviso dalle Leghe". Quanto alle aspre critiche rivolte al numero uno federale prima dell'elezione, e legate ad alcune uscite infelici durante la sua campagna elettorale, Lotito ha ribattuto: ""Quando è stato accusato di razzismo, ha solo detto la cosa giusta nel modo sbagliato. Le strumentalizzazioni, le mistificazioni, la pressione mediatica successiva è stata promossa e spinta da alcune squadre che oggi sono rimaste fuori dalla governance, ma solo perché non hanno avuto il consenso necessario...". Nonostante gli attacchi crescenti, il patron della Lazio non retrocede di un millimetro dalle sue posizioni, per uno scontro che si annuncia sempre più acceso contro i suoi oppositori. (Goal.com)
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