ROMA (di Mi.Bor.) - Se il buongiorno si vede dal mattino... non vale per la Lazio. Nulla di lineare, come al solito, nel copione scritto al Barbera. Solito ingresso in campo convinto, eccezion fatta per l'ultimo match, degli uomini di Pioli. Braafheid scalda i guantoni di Sorrentino, i biancocelesti sembrano…

ROMA (di Mi.Bor.) - Se il buongiorno si vede dal mattino... non vale per la Lazio. Nulla di lineare, come al solito, nel copione scritto al Barbera. Solito ingresso in campo convinto, eccezion fatta per l'ultimo match, degli uomini di Pioli. Braafheid scalda i guantoni di Sorrentino, i biancocelesti sembrano padroni del terreno grazie al possesso. Giro palla e voglia di fare che però ben presto vengono meno. La prima frazione di gioco è così di una noia mortale, intervallata da sprazzi di Palermo. I rosanero giocano in verticale, scaldano i guantoni di Marchetti, lambiscono il palo con Vazquez e Dybala. Cana e De Vrij sono lenti, impacciati, spesso fuori posizione. Solo l'olandese riuscirà a carburare tanto da dare un senso alla sua prestazione. Proprio quando sembra che lo 0-0 riporti la banda Pioli nel tunnel degli spogliatoi con la maglia intrisa di paura ecco Djordjevic a sbloccarsi e a sbloccare il match. Un gol facile facile che però vale, vale tanto, come un tiro sotto al sette in rovesciata. La ripresa scalda gli animi dei presenti e non solo.

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Come una miccia che arriva alla dinamite ecco nello scoppio ricadere a terra le parate di Marchetti, quelle di Sorrentino, la spinta di Cavanda e Candreva, l'estro di Vazquez e Dybala. In questo vortice da sottolineare la prestazione di Djordjevic. Il serbo prima fa scendere le peggiori imprecazioni dal cielo con un colpo di tacco senza senso a due centimetri dall'estremo difensore avversario, poi suggella la sua prestazione con un gol da grandissimo. Rientro col destro e mancino a giro sul palo lungo. Chapeau. Si fa male Braafheid, ancora positiva la sua prova, dentro Ciani. La Lazio cerca di proteggere il 2-0 e ringrazia Cavanda. Letteralmente cancellato Konko dalla rosa biancoceleste: il ruolo di vice Basta è suo. Lo scettro da protagonista all'ex Nantes non glielo toglie però nessuno. Il numero 9 della Lazio tira fuori dal cilindro un altro eurogol, si porta a -1 da Tevez e da la sensazione di essersi sbloccato. Che dietro quell'aria da truce ci sia anche l'attaccante tanto ricercato? La speranza dei tifosi almeno per oggi è realtà. Senza dimenticare che spazi e palloni arrivano da un Felipe Anderson alla ricerca di conferme sventolate ai quattro venti. Ora ripartire. Chiusa finale per lo 0-4 di Parolo: il centrocampista sembra ancora un ectoplasma alla ricerca della propria identità. Due reti in un mese fanno però riflettere sulle sue qualità nell'inserimento solo lontanamente intraviste.

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