Lazio, caso Candreva, i tormenti non sono finiti...
ROMA - I tormenti non sono finiti, anzi. È che Antonio Candreva immaginava un’estate diversa: il lancio planetario del mondiale brasiliano, l’agognato approdo ad una big e il sogno dichiarato che finalmente si realizza, ovvero giocare la Champions League da protagonista. In soli tre mesi, invece, si è ribaltato tutto: fuori dai giochi mondiali nel giro di una partita e mezzo, nessun grande club disposto a soddisfare le richieste multimilionarie della Lazio e nessuna coppa europea da inseguire. Fino all’amarissima panchina azzurra nella trasferta di Norvegia: zero minuti in campo nella prima partita con punti in palio della nuova nazionale di Antonio Conte. Che, in teoria, da allenatore della Juventus, era proprio il fan numero uno di Antonio Candreva.
Il periodo non è facile. Il mal di pancia è evidente e il tormentone rischia di protrarsi fino a gennaio, con alcuni top club che stanno apparecchiando l’assalto. Alla prima uscita, a San Siro contro il Milan, il rigore fallito ha rappresentato solo il momento più nero di una partita giocata da Candreva con un po’ di sufficienza, tutta colpi di tacco e «scavetti», senza la voglia e la determinazione che sono state il traino della Lazio nella scorsa stagione.
Perché? Semplice: la delusione per un’annata, quella passata, che non ha prodotto i risultati desiderati, visto che i progetti di addio dichiarati ai microfoni nel corso del mondiale sono naufragati al cospetto del «niet» della Lazio per evitare sconquassi ambientali. C’è oltretutto la questione adeguamento ancora pendente, la compensazione della società per il nullaosta a partire non concesso a Candreva. La settimana era annunciata come quella decisiva, ma, probabilmente, l’incontro giocatore-presidente slitterà. Non è dato sapere a quando. Di sicuro il tempo e gli accadimenti giocano a favore di Lotito, contrario in linea di principio all’adeguamento (da 1,2 a 2 milioni) di un contratto che scadrà non domani, ma nel 2018. Così Candreva rischia per molto tempo di restare a metà della classifica stipendi. E, considerato che Ederson, un quasi fuori rosa, prende 1,7 milioni, la cosa non è facile da digerire. (Corriere della Sera)
Cittaceleste.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA