LE VOCI - Baiocchini: "Lazio, scatta l'emergenza!"
Di Manuele Baiocchini (Goal.com)
La notizia è di quelle che ti buttano giù, soprattutto quando di mestiere fai il calciatore, hai una voglia matta di spaccare il mondo e di essere protagonista ma vivi uno dei momento più negativi della tua giovane carriera.
Leggi Keita. L’attaccante spagnolo è stato sottoposto ad accertamenti strumentali alla clinica Paideia, che hanno evidenziato una lesione di primo grado al livello del soleo sinistro. Il tempo previsto per la ripresa dell’attività agonistica - secondo quanto si legge sul sito della Lazio – è stimato in 2-3 settimane.
Tradotto, si tratta di uno stiramento al polpaccio che lo costringerà ad uno stop di un mese. I tifosi biancocelesti potranno rivederlo in campo sabato 22 novembre nella partita casalinga contro la Juventus. Anche perché forzando i tempi, Keita potrebbe ritornare a lavorare con il gruppo, e a pieno regime, soltanto nella settimana che precede Empoli-Lazio. E visto la delicatezza dell’infortunio, è ben più probabile che lo staff medico biancoceleste, come successo per altri suoi compagni, consigli al ragazzo di pazientare qualche giorno in più, per riuscire a recuperare pienamente e senza rischi, approfittando della sosta delle nazionali nel weekend del 16 novembre.
Contro la Fiorentina sarebbe comunque rimasto ancora una volta a guardare. Sarebbe stata la sua quinta panchina consecutiva perché il titolare in quella zona di campo sarà nuovamente Stefano Mauri. Qualcosa di impensabile ad Agosto. Molto si è detto, tanto si è scritto sull’argomento, fatto sta che nonostante un potenziale incredibile, l’attaccante cresciuto nella “cantera” del Barcellona, ancora non è riuscito ad imporsi a grandi livelli come tutti si sarebbero aspettati in questa stagione, lui per primo. Ecco perché l’infortunio che lo terrà fuori un mese, rende ancora più complicato il suo cammino verso la gloria e l’esplosione definitiva.
Tra l’altro, non è l’unico fermo ai box per uno stiramento al polpaccio. Vittime dello stesso problema muscolare anche Basta, Alvaro Gonzalez e Radu, con il romeno tornato a disposizione proprio per la sfida del Franchi dopo un mese e mezzo e l’ex esterno dell’Udinese che si è dovuto sottoporre a nuovi esami per capire la possibile data del suo rientro. Sarà probabile in Lazio-Torino del 26 ottobre, cioè trentasei giorni dopo la lesione al polpaccio che si era procurato nella partita contro il Genoa. Per questo motivo, riguardo l’infortunio di Keita (una scomoda ricorrente in casa Lazio nella gestione Pioli, visto che è il quarto giocatore che accusa lo stesso tipo di problema), non si può essere ottimisti.
Chi invece è tornato a sorridere è Federico Marchetti, che ha messo alle spalle la lunga serie di contrattempi ed è tornato il numero 1 della Lazio in questa stagione, riprendendosi il posto che gli era stato sfilato da Berisha nei mesi scorsi. A Firenze giocherà la sua quarta partita da titolare, cosa che nel 2014 non era mai successa. Anche perché soprattutto nel finale della passata stagione, Reja non lo vedeva tranquillo. Preferiva far giocare il portiere albanese perché Marchetti, a suo dire, non riusciva ad allenarsi al 100% durante la settimana per paura delle ricadute. Temeva di rifarsi male e da un lato non si buttava con la stessa convinzione.
La preoccupazione era reale, è svanita però con il passare del tempo. Grazie alla sua voglia di tornare quello di un tempo ma soprattutto dopo una serie di prestazione convincenti che gli hanno fatto capire di essere sulla buona strada. Adesso non vuole più fermarsi, eviterà di guardarsi alle spalle come fatto a Cagliari. Quando da protagonista era finito ad essere il terzo portiere per colpa di un’intervista che aveva mandato l’allora presidente Cellino su tutte le furie. I cicli della vita e della carriera di un calciatore che poi è riuscito a riconquistare la nazionale. Alti e bassi, come quelli che sta vivendo Keita. Magari Marchetti potrà dargli qualche consiglio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA