Gigi Martini, difensore della Lazio campione d'Italia del 1974, torna a parlare ai microfoni di ElleRadio, all'interno della trasmissione 'I Laziali Sono Qua'. Gigi iniziamo parlando di Tommaso Maestrelli. Forse pochi ricordano che il Mister ti cambiò ruolo trasformandoti da mediano a terzino di spinta. Sì e ammetto che all'inizio…

Gigi Martini, difensore della Lazio campione d'Italia del 1974, torna a parlare ai microfoni di ElleRadio, all'interno della trasmissione 'I Laziali Sono Qua'. Gigi iniziamo parlando di Tommaso Maestrelli. Forse pochi ricordano che il Mister ti cambiò ruolo trasformandoti da mediano a terzino di spinta. Sì e ammetto che all'inizio ero veramente contrario al cambio di ruolo. Mi sentivo più centrocampista che terzino. Maestrelli però aveva un carisma incredibile. Avrebbe potuto far diventare un angelo diavolo e un diavolo angelo. Ci racconti cosa succedeva nei minuti immediatamente precedenti al vostro ingresso in campo? Una cosa molto curiosa. Eravamo 11 solisti che si preparavano su se stessi, ma una volta in campo, quegli 11 solisti, diventavano una squadra. Era magia. C'è una partita a cui ti senti più legato? Lazio-Verona 4-2. Quello fu un capolavoro di Maestrelli. Era talmente bravo, da immedesimarsi con lo spirito della squadra. Capì che l'unico modo per reagire sarebbe stato quello di non tornare per niente negli spogliatoi e aspettare il Verona sul campo. Ti ritirasti a soli 29 anni per diventare un pilota d'aerei. Come nasce il tuo amore per il volo? Sin da piccolo avevo una passione per il paracadutismo. Sono sempre stato molto curioso e appassionato al volo. E' una cosa che ti dà un grande senso di libertà. In concomitanza con il tuo ritiro, rifiutasti un'offerta molto vantaggiosa dalla Roma di Liedholm... Sì è vero. Feci quella scelta per due motivi. Uno era la passione che avevo per gli aeroplani, l'altro fu dettato dal cuore. Non me la sentivo proprio di andare a giocare nella Roma. Avevo vissuto tanti bei momenti alla Lazio. Lo feci per rispetto dei tifosi. Forse, se la stessa offerta fosse arrivata da Milan, Inter o Juventus, ci avrei pensato. Gigi tu eri molto amico del grande Luciano Re Cecconi. Che ricordo hai di lui? Splendido. Tutte le volte che penso a Luciano mi emoziono. Dico solo questo. Luciano era l'amico che tutti sognano di avere. Ti piace la Lazio attuale? Molto. E' un bel gruppo con 3/4 grandi giocatori. Secondo me può andare molto lontano. Se continua di questo passo potrebbe anche giocarsi il secondo posto con la Roma. Cosa pensi di questa società? Penso che stia facendo un buon lavoro. Ha allestito una rosa molto competitiva ed è amministrata molto bene. L'unico neo è il rapporto con la gente. I tifosi devono essere sempre al centro di tutto. Senza di loro il calcio non è calcio.

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