ROMA - Questione di ore, al massimo di giorni. Tocca a Lulic, dopo Onazi e Candreva. Tocca all’eroe del 26 maggio, è il suo turno. I rinnovi continuano, il prossimo è nell’aria, riguarda l’esterno bosniaco. Ci siamo, la Lazio sta stringendo, spera di centrare un altro accordo e di annunciarlo.…
ROMA - Questione di ore, al massimo di giorni. Tocca a Lulic, dopo Onazi e Candreva. Tocca all’eroe del 26 maggio, è il suo turno. I rinnovi continuano, il prossimo è nell’aria, riguarda l’esterno bosniaco. Ci siamo, la Lazio sta stringendo, spera di centrare un altro accordo e di annunciarlo. Il sì può essere vicino, bisogna continuare a trattare.
I termini. La Lazio e il suo jolly stanno discutendo i termini di un contratto che è in scadenza nel giugno 2017. Lulic è la nuova priorità, sono stati risolti i casi più urgenti, è giusto concentrarsi sull’uomo del destino. Sul tavolo c’è il prolungamento sino al 2019 e l’adeguamento dell’ingaggio. Gli agenti del bosniaco hanno lavorato sotto traccia per giorni, ci sono stati alcuni colloqui. Lulic aspetta un riconoscimento, in tre anni ha dimostrato di essere importante, ha meritato un premio. I suoi numeri nel dettaglio: ha totalizzato 128 presenze e 14 gol. Il bosniaco guadagna meno di un milione, il suo ingaggio dovrebbe aggirarsi intorno ai 750 mila euro. Il dialogo è aperto da settimane, si attende l’esito della trattativa. L’incontro non sarà annunciato, si svolgerà lontano da occhi indiscreti, lo stesso è avvenuto con Candreva. E chissà che non si sia svolto già ieri. La Lazio vuole lavorare nell’ombra, vuole sfruttare l’effetto sorpresa. Lulic s’avvicina al rinnovo, l’obiettivo del club è chiudere il capitolo in tempi brevi, brevissimi. Lo scopo è completare l’operazione-contratti dopo aver chiuso il mercato estivo. Lotito ha accelerato le pratiche, ha condotto i casi in modo diverso rispetto al passato. Lulic è in fila da mesi e mesi, ha atteso con pazienza, ad un certo punto sembrava vicino alla partenza, è rimasto. L’interesse di Juve e Inter non s’è concretizzato, la valutazione di 16-18 milioni di euro ha allontanato i club esteri. Lulic è rimasto a Roma, ha iniziato bene la stagione, s’è calato definitivamente (chissà che sarà in futuro) nel ruolo di mezzala. Il rinnovo sino al 2019, appena sarà siglato, darà ancora più forza contrattuale alla Lazio, il cartellino del giocatore manterrà una quotazione molto alta. I gioielli andavano blindati, così è stato. In passato si sono persi valori tecnici ed economici, è stato un bagno di sangue, sono esplose le polemiche. Lotito e Tare hanno centrato vari obiettivi, i rinnovi di Onazi e Candreva (aspettando Lulic) sono stati annunciati nel giro di 24 ore dopo aver messo in cassaforte gli accordi con Keita e Tounkara, con Cataldi e tutti i baby più talentuosi e promettenti. E non va dimenticato il rinnovo di Miro Klose, bloccato almeno sino al 2015 (nel contratto è prevista un’opzione per il futuro).
La storia. La storia dice Lulic 71. Dal 2013 è l’uomo della maglietta, il rivoluzionario dei derby, l’eroe degli eroi, il nome più evocato e cantato, lo sfottò più svolazzato in cielo. Il gol di quel minuto non passa, c’è un prima e un dopo Lulic e ci sarà per sempre. Il popolo non ha smesso di adorarlo e adularlo, la favola del piè più baciato non smette d’essere raccontata. Pioli si sta godendo le sue qualità, la sua crescita. Lulic è diventato continuo, può esserlo ancora di più. L’esplosione del bosniaco avvenne con Reja in panchina, dopo una partenza falsata, piena di dubbi, dopo un esordio-incubo a S.Siro contro il Milan. Edy, alla fine, riuscì a trarre il meglio da quel trenino d’uomo. Lo decifrò con attenzione, lo studiò, lo bocciò e lo promosse. Esterno alto più che basso, poi mezzala sinistra. Reja gli cucì addosso vari vestiti e lo inventò centrocampista, un esperimento che è tornato di moda quando il tecnico s’è rivisto a Roma. Un esperimento che Pioli sta sfruttando al massimo, gli piacciono le mezzali così, i giocatori capaci di infilarsi nello spazio, di rubare palla e rilanciare l’azione. Lulic, nel primo tempo di Genova, è stato irrefrenabile. Può fermarlo solo la Lazio, blindandolo. (Corriere dello Sport)
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