ROMA - Strana la vita. Una volta, quando arrivava il pullman della Nazionale, tutti gli occhi erano solo sui giocatori. Adesso, invece, in tanti corrono a vedere: dov’è Lotito? E come è vestito? Rassicuriamo tutti - scrive la Gazzetta dello Sport - era col gruppo azzurro e «in borghese», ovvero…
ROMA - Strana la vita. Una volta, quando arrivava il pullman della Nazionale, tutti gli occhi erano solo sui giocatori. Adesso, invece, in tanti corrono a vedere: dov’è Lotito? E come è vestito? Rassicuriamo tutti - scrive la Gazzetta dello Sport - era col gruppo azzurro e «in borghese», ovvero vestito senza casacche della squadra. Ma non ha rinunciato al contrattacco. «La mia presenza in Nazionale – ha detto a Diciannovequaranta su La 7 – è funzionale al ruolo istituzionale. Io mi spoglio del ruolo di presidente della Lazio, sono stato eletto come consigliere federale con 19 voti su 20 e all’unanimità nel comitato di presidenza. Le polemiche nascono dal fatto che sono assieme a Tavecchio la persona che vuole cambiare il calcio. Non a caso ho avuto la delega alle riforme, funzionali al cambiamento del calcio. Siamo per la politica del fare e non del proclamare. Lo vedrete già da venerdì quando faremo proposte innovative: io farò proposte di cambiamento radicale. Conte? Non entro nella sfera tecnica, ho grande rispetto del professionista. È un gran motivatore, farà molto bene. La partita? La seguo dalla tribuna, la mia trasferta è legata al ruolo che ricopro».
A fine partita, però, arriva la battuta di De Rossi: «Ho visto che i consiglieri federali sono 21… Speriamo che non vengano tutti. A me dà fastidio avere tante persone attorno. Lotito? Cerchiamo di parlare il meno possibile, se ho fastidi personali non vuol dire che siano del gruppo…». E come ti sbagli? La risposta - scrive il Corriere dello Sport - arriva immediatamente direttamente dal numero uno biancoceleste: «Non voglio fare polemica, ma non sono un semplice consigliere federale. Sono molto di più».
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