FOCUS - Lotito e Tare "tutelati" nella loro incompetenza
di ALBERTO ABBATE
ROMA – Sempre caro fu alla Lazio quest'ermo (o quasi) tema. Riecco i “fuori rosa”: “Valuteremo con l'allenatore, faremo in modo che tutti lavorino in modo sereno", assicura il ds Tare. Comincino a tremare Ciani, Cavanda, Pereirinha, Konko, Ederson, Gonzalez e Sculli. Probabilmente non tutti finiranno ad allenarsi a parte, ma sicuramente Pioli – lo aveva già detto alla società – non potrà lavorare con un organico di 30 giocatori. Un mese fa il mister aveva chiesto di potersi confrontare al massimo con 23 uomini. Col passare delle settimane s'era poi rassegnato ad averne almeno 25-26. E invece no, caro Pioli. Lotito e Tare sono riusciti a ripetersi come ogni sessione di mercato. Chiedere a Reja nel 2011. Sono rimasti tutti a Formello, con il solito finale inconcludente. Adesso il povero Stefano farà la parte del "cattivo", sarà costretto a fare "scelte tecniche" d'epurazione.
LA PROTEZIONE DEL CONTRATTO COLLETTIVO - Ci risiamo, il difetto non può mancare. L'errore "diabolico" non verrà mai ammesso. L'ultima giornata di mercato non può aver accontentato l'ex allenatore del Bologna. Piangono le casse della Lazio, sono scontenti tutti, tranne Lotito e Tare: “Siamo soddisfatti”, assicura il ds. E certo, la dirigenza – in assoluto colpevole - ora non pagherà nemmeno l'ennesimo atto d'incompetenza. Tutto merito del presidente biancoceleste che, dopo una lunga battaglia, due anni fa era riuscito a inserire nel nuovo contratto collettivo dei calciatori una serie d'articoli che “proteggono” le società – soprattutto l'abitudinaria Lazio – che mettono i propri tesserati (34 con gli ex Primavera Antic, Di Mario, Falasca e Vilkaitis) “fuori rosa”. Difficilmente ci saranno, per fortuna, altri casi Pandev. Anche se nella vicenda Zarate s'era riusciti persino a sbagliare l'iter procedurale che tutelerebbe dalle cause per “mobbing”. Insomma dall'ultimo orizzonte, una causa non s'esclude.
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