I numeri certificano le analisi: la Lazio è la squadra della A che segna di più sfruttando i cross. Cinque sono arrivati da destra e li ha firmati Candreva, uno è arrivato da sinistra e l’ha firmato Braafheid. Sono stati tutti vincenti, decisivi. Il conto è salito a sei considerando…
I numeri certificano le analisi: la Lazio è la squadra della A che segna di più sfruttando i cross. Cinque sono arrivati da destra e li ha firmati Candreva, uno è arrivato da sinistra e l’ha firmato Braafheid. Sono stati tutti vincenti, decisivi. Il conto è salito a sei considerando l’assist di Antonio a Verona (per Lulic) seppur sia stato deviato da Moras. I numeri fanno dire: quanto è decisivo Candreva! Nessuno lo è quanto lui. E i cross possono diventare un’arma ancora più letale quando rientrerà Keita, è un esperto del genere. Pioli può sfondare di più sulle corsie esterne, ha giocatori capaci, dotati di sprint e lanci illuminanti. Siano messi nelle condizioni ideali per colpire.
La Champions. La Lazio può credere nella Champions (anzi, deve crederci) per tanti motivi. Ci sono varie statistiche che premiano i biancocelesti. La Lazio è la squadra che ha fatto più gol con i centrocampisti (nove), è la formazione che ha realizzato più reti su punizioni indirette (tre), è la squadra che ha effettuato più contrasti (196). Sono rifinitori e lottatori, gli uomini di Pioli. Hanno iniziato a scalare la classifica e per poco non si sono insediati al terzo posto, in modo assoluto. Vincerà chi dimostrerà la mentalità giusta, la forma fisica migliore, le qualità necessarie.
Il primato. I cross, una soluzione vincente. Quando spiovono in area quelli giusti, gente come Djordjevic, Klose o Lulic li sfrutta a dovere. Candreva è uno specialista unico, non è dotato di radar, ha una mira precisa. Quando parte palla al piede è irrefrenabile e lo slancio non condiziona l’esecuzione del passaggio. A destra sfonda lui, si nota la differenza nel momento in cui non riesce ad affondare. A Verona la partita s’è sbloccata nell’attimo in cui Antonio ha trovato gli spazi giusti e l’intuizione migliore. Ha scaldato Rafael con due tiri e poi ha servito l’assist a Lulic (sfruttando la deviazione velenosa di Moras, è bene ribadirlo). I cross della Lazio sono vincenti, nessuno in A colpisce così tanto sfruttando le fasce. Lo schema sembra fisso, ma non lo è. Lo schema s’è rivelato sempre prezioso, ha permesso di sbloccare varie partite, ha permesso a Djordjevic di esplodere, ha permesso a Lulic di ritrovare il gol con continuità. Candreva è la soluzione pronta per l’uso, senza di lui sarebbero guai, mancherebbe una bocca da fuoco, un suggeritore doc. Lo è stato in passato, lo è ancora di più oggi. Se Pioli riuscirà a rilanciare Keita (un altro uomo da “uno contro uno” dotato di sprint) sulle fasce si volerà ancora di più e si andrà ancora più in alto.
Le qualità. E’ una Lazio con tante qualità, ha un organico assortito, ha giocatori-jolly, multifunzione. Il tecnico lo ripete sempre: «Siamo insieme solo da 4 mesi, possiamo crescere ancora e conoscerci sempre di più». Crescere, è questo l’obiettivo. Crescere in ogni reparto, sotto ogni profilo. Crossatori, corridori, bombardieri, mediani, registi, difensori: il concetto vale per tutti, nessuno escluso. La crescita continua può tenere la Lazio in corsa per il terzo posto. Certi primati statistici non nascono per caso, sono lo specchio delle propensioni che può vantare un gruppo. «Ma siamo solo all’inizio, non dobbiamo guardare la classifica», ha ribadito Pioli al termine del match col Verona. La Lazio piace per atteggiamento, per personalità, per il modo in cui gioca e attacca. Sono stati 13 i gol (sui 16 totali) segnati su azione dall’interno dell’area di rigore, anche qui c’è un primato, nessuno ha fatto meglio finora in serie A. La base c’è ed è solida, il progetto è nuovo, può essere migliorato. Bisogna crederci, è la tattica ideale. (Corriere dello Sport)
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