Non c'è gioco senza Biglia e nemmeno il 4-3-3
ROMA – Vince, ma non convince. La Lazio strappa tre punti a Palermo e risale in classifica. Per carità, contava solo la vittoria al Barbera, ma il “bel gioco propositivo” di Pioli è ormai scomparso da due partite. Il tecnico per la prima volta in questa stagione ha rinnegato il 4-3-3 per passare al 4-2-3-1. Un modo per poter reinserire in campo il capitano Stefano Mauri, raccordo fra centrocampo e attacco biancoceleste. Ne ha però risentito, e pure tanto, la manovra. Parolo – uscito meglio nella ripresa con tanto di gol – s'è dovuto sacrificare nel duo in mediana a impostare l'azione, non certo qualcosa di sua competenza. Pioli però ha dovuto fare di necessità virtù: il Ledesma visto con l'Udinese non è ancora in grado di gestire il gioco.
LA CORSA DI BIGLIA - Il vero nodo? In questa Lazio, non c'è più gioco senza Biglia. La sua assenza si sta facendo sentire oltremodo. Il meraviglioso primo tempo di Genova era passato tutto dai suoi piedi, dalle sue geometrie, dalla sua rapidità d'esecuzione dei passaggi. Pioli non vede l'ora di riabbracciarlo. E Lucas spera di fare una sorpresa al mister e a tutti i laziali. Biglia in campo domenica contro il Sassuolo, c’è una speranza. Biglia in campo prima del previsto, può succedere. Lo staff medico della Lazio e il centrocampista argentino ce la stanno mettendo tutta per rendere effettivo il recupero lampo. C’è ottimismo, non ci sono certezze. Biglia s’era fatto male a Genova, è passata poco più di una settimana dall’infortunio. I tempi di recupero furono fissati in circa 20 giorni, c’è stata un’accelerazione. Biglia proverà a rialzarsi e ad allenarsi nelle prossime ore, è una corsa contro il tempo. Ma può non essere vana...
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