ROMA - Un barlume di Lulic sul terzo posto: la Lazio si complica la vita al Bentegodi, ma agguanta comunque - col pari - Samp, Milan e Udinese a 16 punti. Ancora merito di Senad, ormai specialista in trasferta. Secondo gol consecutivo, dopo Firenze. Il bosniaco desiderava un gol come…
ROMA - Un barlume di Lulic sul terzo posto: la Lazio si complica la vita al Bentegodi, ma agguanta comunque - col pari - Samp, Milan e Udinese a 16 punti. Ancora merito di Senad, ormai specialista in trasferta. Secondo gol consecutivo, dopo Firenze. Il bosniaco desiderava un gol come il 26 maggio, ne realizza due nell'ottobrata. Senza trascurare due assist. Dopo appena 9 giornate Lulic è già a metà dell'opera per superare il suo record di 4 centri alla prima stagione (2011/12) in Italia. Lo batterà con calma. Senad ha già trafitto una volta per sempre il cuore dei laziali. Al settantunesimo, anno 2013, ha fatto Roma in un giorno. Stasera abbagliato il terzo posto con un'altra rete. Ironia del Fato, c'è un altro batticinque con Candreva, a 6 assist sempre più re della Serie A.
AMAREZZA - Rimane comunque l'amaro in bocca. Perché Pioli non centra la quinta vittoria consecutiva, che sarebbe valsa il bronzo solitario a 18 punti. Non arriva un successo alla portata. Perché la Lazio torna a complicarsi la vita, come con il Sassuolo all'Olimpico: non trova il raddoppio nella ripresa, così la prima sbavatura di Cavanda (terzo rosso in 9 giornate) costa i tre punti. Al Bentegodi c'è pure una lieve involuzione del gioco, ingarbugliato però nei tatticismi di Mandorlini. Non c'è gabbia invece che tenga Biglia, autentico compasso biancoceleste. Sempre più impressionante l'argentino, ancora extraterrestre persino in interdizione. Sradica palloni dagli avversari, imposta con eleganza, lancia i compagni. Non riesce però da solo a teletrasportare la Lazio a quattro punti dalla vetta.
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