Città Celeste archivio2014 Pioli ha trovato il centro di gravità permanente. Così vola la sua Lazio, aggrappandosi al terzo posto. L'obiettivo Champions si fa reale
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Pioli ha trovato il centro di gravità permanente. Così vola la sua Lazio, aggrappandosi al terzo posto. L'obiettivo Champions si fa reale

redazionecittaceleste
La vittoria di lunedì sera contro il Cagliari ha confermato la Lazio come una delle pretendenti alla corsa per il terzo posto, obiettivo che in queste prime dieci giornate di campionato non ha ancora trovato un candidato più serio degli altri, volendo dare ancora per scontata, e non lo è…

La vittoria di lunedì sera contro il Cagliari ha confermato la Lazio come una delle pretendenti alla corsa per il terzo posto, obiettivo che in queste prime dieci giornate di campionato non ha ancora trovato un candidato più serio degli altri, volendo dare ancora per scontata, e non lo è più così tanto, la lotta a due per il primo posto tra Roma e Juventus. Pur apprezzando molto la scelta di puntare su Stefano Pioli come allenatore e un mercato di livello con acquisti di giocatori bravi e con la giusta esperienza per far crescere tutta la squadra, non era per niente scontato trovare la Lazio così in alto in classifica. Cinque vittorie nelle ultime sei partite stanno dando quella continuità di risultati che manca alle concorrenti più accreditate d’inizio stagione. Milan, Inter e Fiorentina non hanno ancora ingranato e il solo Napoli sembra finalmente aver trovato un passo sicuro. Eppure la stagione della Lazio non era cominciata bene, pur giocando da subito un bel calcio, tre sconfitte nelle prime quattro partite avevano fatto pensare a un’altra stagione incolore, invece lì è stato bravo Pioli. Sì, perché non ha permesso che si insinuassero dubbi né sull’idea di gioco né sul valore dei giocatori, continuando con lo stesso modulo, lo stesso atteggiamento e consentendo ai nuovi del campionato italiano come De Vrij e Djordjevic quel minimo di ambientamento che è necessario per tutti. Determinante è stato l’innesto nella formazione titolare di Mauri che in partenza occupa la zona sinistra del tridente offensivo, ma riesce più di altri ad aiutare il centrocampo sia quando c’è da recuperare il pallone che quando la squadra costruisce il gioco. Proprio il centrocampo è il punto di forza della squadra: Biglia, dopo il Mondiale, sembra molto più sicuro dei suoi mezzi e a proprio agio nell’organizzare la squadra. Parolo e Lulic, nella posizione di mezz’ala, arrivano sempre a chiudere l’azione e sono i primi a portare il pressing nella metà campo avversaria. Candreva è diventato un «top player» per la facilità con la quale salta l’avversario e costruisce occasioni da gol. Pur giocando con un solo attaccante di ruolo la Lazio arriva spesso con tanti giocatori nell’area di rigore avversaria, questo per le caratteristiche dei centrocampisti, ma anche perché cerca la riconquista del pallone già sulla trequarti campo avversaria con grande organizzazione e intensità. La squadra di Pioli ha, però, poca capacità di gestire il pallone quando i ritmi si abbassano e non deve cercare soltanto di attaccare la porta avversaria, ma anche il possesso palla finalizzato a recuperare energie e far correre gli avversari. Se crescerà anche da questo punto di vista i primi tre posti sono un obiettivo reale. (Luca Marchegiani - Gazzetta dello Sport)